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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/02/2024 Lettura: ~4 min

L’esposizione alle radiazioni ionizzanti durante la gravidanza: cosa sapere

Fonte
Federica De Vecchi, SC Cardiologia, AOU Maggiore della Carità, Novara; European Council Directive 96/29/Euratom 1996; Saada M et al. Europace 2023; Hirshfeld SB et al. Circulation 2005; Sarcozy A et al. Europace 2017; Rehani MM et al. Ann ICRP 2010; Giaccardi et al. Austin J Womens Health 2021

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Federica De Vecchi Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1295 Sezione: 80

Introduzione

Molte donne scelgono oggi di intraprendere carriere mediche, anche in settori dove si utilizzano radiazioni ionizzanti, come la cardiologia interventistica. È normale avere dubbi e domande riguardo ai possibili effetti di queste radiazioni sul feto durante la gravidanza. Qui spieghiamo in modo semplice cosa si sa finora e quali precauzioni si adottano per proteggere la salute della mamma e del bambino.

Che cosa sono le radiazioni ionizzanti e perché preoccupano durante la gravidanza

Le radiazioni ionizzanti sono un tipo di energia usata in alcune procedure mediche, per esempio durante interventi cardiologici con raggi X. Queste radiazioni possono potenzialmente danneggiare le cellule, in particolare quelle in rapido sviluppo come quelle del feto.

La presenza delle donne in cardiologia interventistica

Negli ultimi anni, il numero di donne che studiano medicina e scelgono specializzazioni mediche è aumentato molto, arrivando quasi al 50%. Tuttavia, in settori dove si usano radiazioni, come la cardiologia interventistica, la percentuale di donne è più bassa. Questo perché c’è preoccupazione per i possibili effetti delle radiazioni sul feto e per le restrizioni che impongono di sospendere il lavoro durante gravidanza e allattamento.

Normative e limiti di esposizione durante la gravidanza

Secondo le regole europee, non è vietato lavorare con radiazioni durante la gravidanza, ma si raccomanda di non superare una dose di radiazioni assorbite dal feto di 1 millisievert (mSv) per tutta la durata della gravidanza. Questa dose è molto bassa e si cerca di mantenerla con attenzione. La decisione finale spetta al responsabile della struttura sanitaria, con il consenso e la consapevolezza della donna.

Strategie per ridurre l’esposizione alle radiazioni

  • Utilizzo di macchinari impostati a bassi livelli di emissione (basso frame rate).
  • Impiego di dispositivi di protezione come gonne piombate, anche doppie, per proteggere l’addome.
  • Preferire procedure che non usano raggi X o che li usano per il minor tempo possibile.
  • Uso di tecnologie avanzate che permettono di lavorare senza raggi X, soprattutto in elettrofisiologia.

Questi accorgimenti aiutano a ridurre quasi a zero l’esposizione del feto e della madre, anche se non garantiscono una protezione totale.

Quanto siamo esposti normalmente alle radiazioni?

È importante sapere che tutti siamo esposti ogni anno a una certa quantità di radiazioni naturali, provenienti dall’ambiente, dal cibo e dallo spazio. Questa dose naturale è spesso superiore a quella ricevuta dai medici che lavorano con i raggi X in cardiologia interventistica.

Effetti conosciuti e incertezze

Gli studi sugli effetti delle radiazioni ionizzanti sul feto sono limitati e spesso basati su ricerche su animali o su dati generali, non specifici per donne in gravidanza che lavorano in ambienti radiogeni. Si sa che l’esposizione può influire sulla salute riproduttiva e sul rischio di tumori nel feto, soprattutto tra la 8ª e la 15ª settimana di gravidanza, un periodo molto delicato per lo sviluppo degli organi.

Nei primi tre mesi di gravidanza, i danni al feto possono avvenire in modo casuale e indipendentemente dalla dose di radiazioni, mentre dopo questo periodo gli effetti dipendono dalla quantità di radiazioni assorbite.

Altri rischi e difficoltà nella protezione

Oltre al rischio radiologico, le donne in gravidanza che lavorano in cardiologia interventistica possono affrontare rischi biologici e problemi legati all’uso di dispositivi di protezione come i camici piombati, che possono essere pesanti e causare fastidi fisici. Inoltre, alcune parti del corpo, come la ghiandola mammaria, possono rimanere più esposte nonostante le protezioni.

Situazione normativa in Italia e in Europa

In Italia, per precauzione, è vietato lavorare nelle sale di cardiologia interventistica dalla dichiarazione di gravidanza fino alla fine dell’allattamento. Questo però può rallentare o bloccare la carriera delle donne che desiderano specializzarsi in questo campo.

In Europa, non esistono regole uniformi e si raccomanda di seguire linee guida che permettano di lavorare in sicurezza, limitando l’esposizione alle radiazioni.

La strada per il futuro

Per garantire un percorso sicuro e chiaro alle donne che vogliono lavorare in cardiologia interventistica durante la gravidanza, sono necessari studi più approfonditi sugli effetti delle radiazioni sul feto. Nel frattempo, si adottano tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo i rischi.

In conclusione

L’esposizione alle radiazioni ionizzanti durante la gravidanza è un tema complesso, con molte incognite. Le dosi a cui sono esposte le donne che lavorano in cardiologia interventistica, se ben controllate, sono molto basse e si usano diverse strategie per proteggere la mamma e il feto. Tuttavia, la mancanza di dati certi e di regole uniformi porta a scelte diverse nei vari paesi. È importante continuare a studiare per offrire alle donne un ambiente di lavoro sicuro e una carriera senza interruzioni inutili.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Federica De Vecchi

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