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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/03/2015 Lettura: ~3 min

Impianto di ICD nei pazienti con Sindrome di Brugada: cosa aspettarsi

Fonte
12° Congresso Nazionale AIAC, 2015, Abstract book.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La Sindrome di Brugada è una condizione cardiaca che può aumentare il rischio di aritmie pericolose. In alcuni casi, viene impiantato un defibrillatore cardiaco (ICD) per proteggere il cuore. Questo testo spiega in modo semplice cosa si è osservato in uno studio su pazienti con questa sindrome che hanno ricevuto un ICD, aiutando a capire cosa significa e cosa aspettarsi nel tempo.

Che cos'è la Sindrome di Brugada?

La Sindrome di Brugada è una malattia del cuore che può causare problemi nel ritmo cardiaco. Si riconosce da un particolare aspetto dell'elettrocardiogramma (ECG), che mostra un segno chiamato blocco di branca destra e un aumento di una parte chiamata tratto ST nelle derivazioni precordiali destre. Questi cambiamenti indicano un rischio più alto di morte cardiaca improvvisa a causa di aritmie gravi come la tachicardia ventricolare polimorfa o la fibrillazione ventricolare.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha osservato 34 pazienti con Sindrome di Brugada che hanno ricevuto un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) tra il 1997 e il 2013. La diagnosi è stata fatta in diversi modi:

  • dopo un arresto cardiaco salvato grazie a un intervento tempestivo;
  • dopo un episodio di svenimento (sincope);
  • durante controlli familiari o esami di routine.

I pazienti sono stati divisi in tre gruppi:

  • Gruppo A: sopravvissuti ad arresto cardiaco (3 persone);
  • Gruppo B: persone con episodi di sincope (12 persone);
  • Gruppo C: persone senza sintomi (19 persone).

Risultati principali

  • Durante un periodo medio di circa 9 anni, nessuno dei pazienti è deceduto.
  • Il 18% dei pazienti ha ricevuto uno shock appropriato dal defibrillatore, cioè un intervento utile per fermare un’aritmia pericolosa.
  • Questo tipo di intervento è stato più frequente nel gruppo A (67%), seguito dal gruppo B (25%) e meno nel gruppo C (5%).
  • Il primo shock è avvenuto in media dopo quasi 2 anni dall’impianto dell’ICD.
  • Alcuni fattori come il tipo di ECG o la storia familiare di morte improvvisa non hanno mostrato differenze significative tra chi ha ricevuto shock appropriati e chi no.
  • È stata invece osservata una maggiore presenza di fibrillazione atriale (un altro tipo di aritmia) nei pazienti del gruppo A che hanno ricevuto shock appropriati.
  • Il 18% dei pazienti ha avuto anche shock inappropriati, cioè interventi del defibrillatore non necessari, con una media di 3 episodi per persona.
  • Le complicanze dell’impianto sono state rare e simili tra i gruppi, includendo spostamenti del catetere, versamento di liquido attorno al cuore e necessità di rimuovere il catetere.

Cosa significa tutto questo?

Lo studio mostra che avere avuto un arresto cardiaco o episodi di sincope è un segnale importante per prevedere la possibilità di aritmie pericolose in futuro. Inoltre, la presenza di fibrillazione atriale può indicare una forma più grave della malattia.

In conclusione

L’impianto di un defibrillatore nei pazienti con Sindrome di Brugada è una strategia efficace per prevenire eventi pericolosi. I pazienti che hanno già avuto arresti cardiaci o svenimenti mostrano un rischio più alto di aritmie che richiedono l’intervento del dispositivo. Le complicanze sono rare e gestibili. Questi dati aiutano a comprendere meglio il decorso della malattia e l’importanza del monitoraggio nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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