CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 14/05/2015 Lettura: ~2 min

Difetto del setto interventricolare: eventi fino a 40 anni dopo la chiusura chirurgica

Fonte
J Am Coll Cardiol 2015;65:1941-1951.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il difetto del setto interventricolare (DSI) è una condizione cardiaca che può essere corretta con un intervento chirurgico. Questo studio ha valutato come stanno i pazienti fino a 40 anni dopo aver subito questa operazione. I risultati aiutano a capire la sopravvivenza e la qualità della vita a lungo termine dopo la chiusura del difetto.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha seguito pazienti operati per chiudere il difetto del setto interventricolare tra il 1968 e il 1980. Questi pazienti sono stati controllati regolarmente, almeno ogni 10 anni, e nel 2012 sono stati invitati a fare una visita cardiologica completa.

Come è stata fatta la valutazione

  • Elettrocardiogramma (per controllare il ritmo del cuore)
  • Holter cardiaco (monitoraggio continuo del cuore per 24 ore o più)
  • Ecocardiogramma (ecografia del cuore per valutarne la struttura e la funzione)
  • Test da sforzo al cicloergometro (per vedere come il cuore risponde all’attività fisica)
  • Misurazione nel sangue di un peptide natriuretico di tipo B (un indicatore dello stato del cuore)
  • Valutazione generale dello stato di salute

Risultati principali

  • La sopravvivenza complessiva a 40 anni dall’intervento era dell’86%, cioè 86 persone su 100 erano ancora vive.
  • Le cause di morte includevano problemi del ritmo cardiaco (aritmie), insufficienza cardiaca, infezioni del cuore (endocardite), complicazioni dopo altri interventi al cuore, ipertensione polmonare, e cause non cardiache o sconosciute.
  • Il 72% dei pazienti non ha avuto eventi cardiaci significativi a 40 anni dall’intervento.
  • Il 13% ha avuto aritmie con sintomi e il 12% ha dovuto sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico o a una procedura con catetere.
  • La funzione del ventricolo destro (una delle camere del cuore) è risultata alterata in una percentuale tra l’1% nel 2001 e il 17% nel 2012.
  • La funzione del ventricolo sinistro era alterata ma stabile nel 21% dei pazienti.
  • La presenza di altre anomalie cardiache, come un dotto arterioso pervio (un altro difetto del cuore), aumentava il rischio di problemi a lungo termine.

In conclusione

La sopravvivenza a 40 anni dopo la chiusura chirurgica del difetto del setto interventricolare è solo leggermente inferiore rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, alcuni pazienti possono avere problemi cardiaci nel tempo, specialmente se hanno altre condizioni cardiache associate. È importante quindi un monitoraggio regolare per mantenere una buona salute del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA