Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha seguito pazienti operati per chiudere il difetto del setto interventricolare tra il 1968 e il 1980. Questi pazienti sono stati controllati regolarmente, almeno ogni 10 anni, e nel 2012 sono stati invitati a fare una visita cardiologica completa.
Come è stata fatta la valutazione
- Elettrocardiogramma (per controllare il ritmo del cuore)
- Holter cardiaco (monitoraggio continuo del cuore per 24 ore o più)
- Ecocardiogramma (ecografia del cuore per valutarne la struttura e la funzione)
- Test da sforzo al cicloergometro (per vedere come il cuore risponde all’attività fisica)
- Misurazione nel sangue di un peptide natriuretico di tipo B (un indicatore dello stato del cuore)
- Valutazione generale dello stato di salute
Risultati principali
- La sopravvivenza complessiva a 40 anni dall’intervento era dell’86%, cioè 86 persone su 100 erano ancora vive.
- Le cause di morte includevano problemi del ritmo cardiaco (aritmie), insufficienza cardiaca, infezioni del cuore (endocardite), complicazioni dopo altri interventi al cuore, ipertensione polmonare, e cause non cardiache o sconosciute.
- Il 72% dei pazienti non ha avuto eventi cardiaci significativi a 40 anni dall’intervento.
- Il 13% ha avuto aritmie con sintomi e il 12% ha dovuto sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico o a una procedura con catetere.
- La funzione del ventricolo destro (una delle camere del cuore) è risultata alterata in una percentuale tra l’1% nel 2001 e il 17% nel 2012.
- La funzione del ventricolo sinistro era alterata ma stabile nel 21% dei pazienti.
- La presenza di altre anomalie cardiache, come un dotto arterioso pervio (un altro difetto del cuore), aumentava il rischio di problemi a lungo termine.
In conclusione
La sopravvivenza a 40 anni dopo la chiusura chirurgica del difetto del setto interventricolare è solo leggermente inferiore rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, alcuni pazienti possono avere problemi cardiaci nel tempo, specialmente se hanno altre condizioni cardiache associate. È importante quindi un monitoraggio regolare per mantenere una buona salute del cuore.