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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/05/2015 Lettura: ~2 min

Tachicardie parossistiche sopraventricolari senza ECG: quando è utile lo studio elettrofisiologico

Fonte
Europace, pubblicato online il 29 aprile 2015, DOI: http://dx.doi.org/10.1093/europace/euu332

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Alcune persone con episodi di battito cardiaco molto veloce non hanno mai avuto una registrazione dell'aritmia tramite elettrocardiogramma (ECG). In questi casi, uno studio speciale chiamato elettrofisiologico può aiutare a capire meglio il problema e migliorare i sintomi.

Che cosa sono le tachicardie sopraventricolari parossistiche (PSVT)?

Le tachicardie sopraventricolari parossistiche sono episodi in cui il cuore batte molto velocemente a causa di un problema nel sistema elettrico che controlla il ritmo cardiaco. Questi episodi iniziano e finiscono improvvisamente.

Quando manca la documentazione ECG

Spesso, chi soffre di questi episodi non ha mai avuto una registrazione precisa con l'ECG durante un attacco, quindi non si ha una prova diretta dell'aritmia.

Il ruolo dello studio elettrofisiologico (EPS)

Lo studio elettrofisiologico è un esame che permette di stimolare il cuore per vedere se si possono riprodurre le aritmie. Questo aiuta a confermare la diagnosi e a capire il tipo di tachicardia.

Risultati dello studio su 525 pazienti

  • Tra i pazienti senza registrazione ECG, circa il 64% ha mostrato tachicardie inducibili durante l'EPS.
  • Il tipo più comune di tachicardia era quella da rientro nel nodo atrio-ventricolare, presente in entrambi i gruppi con e senza ECG.
  • I pazienti senza documentazione erano generalmente più giovani e avevano episodi più brevi.
  • Questi pazienti avevano anche meno ricoveri ospedalieri, probabilmente perché gli episodi erano meno evidenti.

Benefici clinici dopo l'EPS

  • La maggior parte dei pazienti con tachicardia inducibile (90%) ha avuto un miglioramento dei sintomi dopo l'esame.
  • Anche il 43% di chi non ha mostrato tachicardie durante l'EPS ha riferito un miglioramento, forse per un effetto placebo legato all'esame stesso.
  • I pazienti tra i 31 e i 60 anni sembrano trarre particolare beneficio, poiché spesso hanno aritmie che possono essere trattate con un intervento chiamato ablazione con radiofrequenze.

In conclusione

Molti pazienti con sospetta tachicardia sopraventricolare, anche senza una registrazione ECG, possono avere un'aritmia che si può identificare con lo studio elettrofisiologico. Questo esame non solo aiuta a fare una diagnosi precisa, ma spesso porta anche a un miglioramento dei sintomi, soprattutto quando è possibile intervenire con trattamenti mirati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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