Che cosa sono le emorragie gastrointestinali e il loro legame con gli anticoagulanti
Tutti i farmaci anticoagulanti possono aumentare il rischio di sanguinamenti importanti, compresi quelli che avvengono nell'apparato digerente, chiamati emorragie gastrointestinali (GI). Alcuni anticoagulanti, come il dabigatran a dose di 150 mg, il rivaroxaban 20 mg e l'edoxaban 60 mg, sono stati associati a un aumento relativo di queste emorragie. Al contrario, con il dabigatran 110 mg e l'apixaban 5 mg questo aumento non è stato osservato.
È importante sottolineare che, nel complesso, alcuni di questi farmaci (dabigatran 110 mg, edoxaban e apixaban) mostrano un numero totale di emorragie maggiori inferiore rispetto al warfarin, un anticoagulante più tradizionale.
Chi è più a rischio di emorragie gastrointestinali
Uno studio su oltre 14.000 pazienti ha analizzato 684 casi di emorragie GI per capire meglio chi è più a rischio. Le emorragie considerate gravi erano quelle con una perdita di emoglobina superiore a 2 grammi o che richiedevano trasfusioni.
- Il 48% delle emorragie riguardava la parte superiore dell'apparato digerente (ad esempio con sangue nero nelle feci o vomito di sangue).
- Il 23% interessava la parte inferiore dell'intestino.
- Il 29% coinvolgeva il retto.
I pazienti più colpiti erano generalmente più anziani, più spesso donne, e avevano condizioni come insufficienza renale, diabete, pressione alta, malattie polmonari croniche, storia di precedenti sanguinamenti o uso di anticoagulanti orali in passato.
Fattori che aumentano il rischio di emorragie GI
Un'analisi approfondita ha identificato alcuni fattori che aumentano la probabilità di sanguinamenti gastrointestinali durante la terapia anticoagulante:
- Presenza di anemia all'inizio della terapia.
- Storia di precedenti emorragie gastrointestinali.
- Uso prolungato di aspirina.
- Uso di altri farmaci che riducono l'aggregazione piastrinica o di antinfiammatori non steroidei.
- Uso di inibitori della pompa protonica (PPI), che indicano la presenza di problemi allo stomaco o all'esofago, ma che non proteggono dalle emorragie GI.
Perché alcuni anticoagulanti aumentano il rischio di emorragie GI
Il warfarin viene assorbito completamente nell'intestino e la parte non assorbita è inattiva. Al contrario, il dabigatran ha un'assorbimento limitato, quindi rimane più a lungo a contatto con la mucosa gastrointestinale, aumentando il rischio di sanguinamento. Gli anticoagulanti anti-Xa, come rivaroxaban ed edoxaban, hanno una biodisponibilità di circa il 50%, il che significa che metà del farmaco entra nel circolo sanguigno mentre l'altra metà può agire localmente nell'intestino.
Come scegliere la terapia anticoagulante
Secondo gli esperti, è importante seguire un metodo preciso:
- Identificare chi realmente necessita della terapia anticoagulante, ad esempio usando punteggi come il CHA2DS2-VASc.
- Per chi deve iniziare la terapia, scegliere il farmaco più adatto in base alle caratteristiche individuali.
Va ricordato che molte raccomandazioni si basano su analisi di studi già fatti e non su studi specifici progettati appositamente per questo scopo.
In conclusione
La terapia anticoagulante può aumentare il rischio di sanguinamenti gastrointestinali, soprattutto in persone con fattori di rischio specifici come anemia, precedenti emorragie o uso di altri farmaci. Alcuni anticoagulanti presentano un rischio maggiore rispetto ad altri. È importante valutare attentamente ogni paziente per scegliere il trattamento più sicuro ed efficace, seguendo le indicazioni basate sulle evidenze disponibili.