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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2015 Lettura: ~2 min

Efficacia e sicurezza dei nuovi anticoagulanti orali rispetto al warfarin nel trattamento prolungato del tromboembolismo venoso

Fonte
Thromb Res. 2015 Oct;136(4):732-8.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Davide Imberti Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e rassicurante l'efficacia e la sicurezza dei nuovi farmaci anticoagulanti orali, chiamati NAO, nel trattamento a lungo termine del tromboembolismo venoso (TEV). Questi farmaci sono confrontati con il warfarin, un anticoagulante tradizionale, per aiutare a capire meglio i benefici e i rischi associati al loro uso prolungato.

Che cosa sono i NAO e quando si usano

I NAO sono farmaci anticoagulanti approvati per trattare il tromboembolismo venoso (TEV), una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene. Tra questi farmaci ci sono l'apixaban e il rivaroxaban, che agiscono bloccando una sostanza chiamata fattore Xa, e il dabigatran, che blocca un'altra sostanza chiamata trombina.

La durata del trattamento con anticoagulanti dipende dal rischio individuale di sanguinamento e di ritorno del TEV. In genere, per chi ha avuto un TEV non provocato, cioè senza una causa evidente, la terapia dura da 3 a 6 mesi. Tuttavia, poiché il rischio che il TEV si ripresenti è del 10% nel primo anno dopo l'interruzione della terapia e può arrivare al 30% nei cinque anni successivi, spesso si valuta di prolungare il trattamento oltre i 6 mesi.

Risultati della metanalisi sugli effetti dei NAO

Una revisione di 5 studi clinici, compreso lo studio RESONATE, ha valutato l'efficacia e la sicurezza del trattamento prolungato con NAO in pazienti con TEV non provocato. Ecco i punti principali:

  • Il trattamento con NAO ha ridotto il numero di recidive di TEV rispetto al placebo o alla sospensione del trattamento.
  • La combinazione di dati ha mostrato che sia i NAO che il warfarin riducono del 83% il rischio di recidive di TEV o di morte correlata al TEV.
  • In particolare, il dabigatran ha mostrato una riduzione del rischio del 92% nello studio RESONATE.

Sicurezza e rischio di sanguinamento

Per quanto riguarda il rischio di sanguinamento, la metanalisi ha evidenziato:

  • Non c'è stato un aumento significativo del rischio di sanguinamento grave (maggiore) con i NAO o il warfarin rispetto al placebo.
  • È stato però osservato un aumento del rischio di sanguinamenti minori ma comunque importanti dal punto di vista clinico (chiamati NMCRB).
  • In alcuni studi (EINSTEIN-EXT, RESONATE e AMPLIFY 5 mg) si è visto un aumento degli eventi di sanguinamento minore nei pazienti trattati rispetto a chi assumeva placebo.
  • Uno studio chiamato REMEDY, che confrontava dabigatran con warfarin, ha mostrato che dabigatran causava meno sanguinamenti minori rispetto al warfarin.

In conclusione

Il trattamento prolungato con i nuovi anticoagulanti orali (NAO) è efficace nel prevenire il ritorno del tromboembolismo venoso nei pazienti che hanno avuto un episodio senza causa evidente. Questo trattamento non aumenta il rischio di sanguinamenti gravi rispetto al placebo, anche se può aumentare la probabilità di sanguinamenti minori che comunque richiedono attenzione medica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Davide Imberti

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