Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori guidato dal dottor Joshua Z. Willey della Columbia University di New York ha voluto capire se l'attività fisica svolta nel tempo libero può proteggere il cervello dal calo delle prestazioni cognitive, cioè dalla diminuzione delle capacità di memoria, attenzione e pensiero.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto più di 1.200 persone che hanno risposto a un questionario sull'attività fisica che facevano nel tempo libero. I partecipanti hanno eseguito un test neuropsicologico per valutare le loro capacità cognitive, che è stato ripetuto dopo 5 anni in circa 876 di loro.
L'attività fisica è stata classificata in due gruppi:
- Inattività fisica: nessuna attività svolta
- Attività da moderata a intensa: qualsiasi esercizio o movimento con un certo sforzo
Risultati principali
Chi faceva poca o nessuna attività fisica aveva risultati peggiori nei test che misuravano:
- Funzione esecutiva: la capacità di organizzare, pianificare e prendere decisioni
- Memoria semantica: la capacità di ricordare fatti e conoscenze
- Velocità di elaborazione: la rapidità con cui il cervello riesce a capire e rispondere alle informazioni
Quando i ricercatori hanno considerato anche altri fattori come età, condizioni di salute e risultati di esami cerebrali, l'associazione tra attività fisica e capacità cognitive è risultata meno forte, ma comunque presente.
Perché è importante
Questo studio suggerisce che mantenersi attivi fisicamente nel tempo libero può aiutare a conservare le funzioni cognitive nel tempo. Anche se altri fattori influenzano la salute del cervello, l'attività fisica rimane un elemento importante da considerare.
In conclusione
Mantenere un livello di attività fisica moderata o intensa durante il tempo libero è legato a una migliore conservazione delle capacità cognitive nel tempo. Fare movimento può quindi essere un modo utile per supportare la salute del cervello e rallentare il declino delle prestazioni mentali.