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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/08/2016 Lettura: ~2 min

Morte cardiaca improvvisa: 1 su 4 può salvarsi grazie al defibrillatore

Fonte
Fonte: Congresso ESC 2016, Roma, presentazione dello studio Girona Vital da Maria Nunez Torras (Università di Girona, Spagna).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La morte cardiaca improvvisa è un evento grave e spesso inatteso. Fortunatamente, l'uso dei defibrillatori automatici esterni (AED) nei luoghi pubblici può salvare molte vite. Questo testo spiega in modo semplice come funzionano questi dispositivi e quanto possono essere efficaci nel soccorso d'emergenza.

Che cosa è stato studiato

In Spagna, all'Università di Girona, è stato analizzato l'uso dei defibrillatori automatici esterni (AED) nella regione, dal 2011 al 2015. Lo studio ha esaminato sia defibrillatori fissi che portatili, per capire come vengono utilizzati e quanto sono efficaci nel salvare vite in caso di arresto cardiaco improvviso.

Come funzionano i defibrillatori automatici esterni (AED)

Gli AED sono dispositivi che analizzano il battito del cuore e, se necessario, inviano una scarica elettrica per ripristinare un ritmo cardiaco normale. Sono progettati per essere usati anche da persone senza formazione medica, aiutando a intervenire rapidamente in situazioni di emergenza.

Risultati principali dello studio

  • Su 231 defibrillatori disponibili, si sono raccolte informazioni complete su 189, di cui il 71,4% erano portatili.
  • Il problema più comune riscontrato era l'asistolia, cioè l'assenza di attività elettrica del cuore che blocca la circolazione, presente nel 42% dei casi.
  • In circa il 24% dei casi è stato identificato un ritmo defibrillabile, cioè un battito anomalo che può essere corretto con la scarica elettrica.
  • Gli AED hanno dimostrato una specificità del 100%, cioè hanno sempre riconosciuto correttamente quando era necessario intervenire con la scarica.
  • Solo in 8 casi il dispositivo non ha identificato correttamente una fibrillazione ventricolare, una forma di ritmo anomalo.
  • Quando il defibrillatore ha rilevato un ritmo trattabile, è stato efficace nel far ripartire il cuore con un battito normale, chiamato ritmo sinusale.
  • I volontari hanno potuto intervenire con il defibrillatore nel 79% dei casi analizzati.
  • Il 42,5% delle persone trattate con il defibrillatore ha ripreso la circolazione spontanea, cioè il cuore ha ricominciato a battere da solo.
  • Lo studio ha mostrato che solo 1 persona su 4 con arresto cardiaco era effettivamente candidata all'uso del defibrillatore.
  • La metà dei pazienti che hanno ricevuto la scarica elettrica è stata poi trattata con successo nei reparti di emergenza.

Limiti e punti da migliorare

Un problema evidenziato è che i defibrillatori non sempre riconoscono forme lievi o sottili di fibrillazione, il che può portare a non trattare alcune persone che invece potrebbero beneficiarne. Questo è un aspetto su cui lavorare per migliorare ancora la sicurezza e l'efficacia di questi dispositivi.

In conclusione

I defibrillatori automatici esterni sono strumenti sicuri ed efficaci per intervenire in caso di morte cardiaca improvvisa. Anche se solo una parte delle persone colpite può essere trattata con successo, il loro uso tempestivo può salvare molte vite. È importante continuare a diffondere la conoscenza e la disponibilità di questi dispositivi nei luoghi pubblici.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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