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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/05/2017 Lettura: ~3 min

Infarto miocardico e trombosi tardiva dello stent in pazienti con malattia coronarica stabile

Fonte
Journal of the American College of Cardiology Volume 69, Issue 17, May 2017 DOI: 10.1016/j.jacc.2017.02.050

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice cosa succede quando persone con malattia coronarica stabile, cioè problemi al cuore che durano nel tempo, possono avere un infarto. Parla anche di un problema che può succedere molto tempo dopo aver messo uno stent, un piccolo tubicino che aiuta le arterie a restare aperte. L'obiettivo è capire meglio i rischi e cosa può succedere, usando dati di uno studio importante.

Che cosa significa avere una malattia coronarica stabile

La malattia coronarica stabile (CAD) è una condizione in cui le arterie del cuore sono parzialmente ostruite, ma la situazione è stabile da tempo, senza sintomi gravi o cambiamenti recenti. Questi pazienti hanno già avuto un infarto o un intervento per migliorare il flusso del sangue al cuore da più di un anno.

Rischio di infarto nei pazienti con CAD stabile

Uno studio ha seguito per cinque anni oltre 4.000 pazienti con malattia coronarica stabile. Durante questo periodo, ogni anno circa lo 0,8% dei pazienti ha avuto un nuovo infarto. Questo rischio è costante nel tempo.

Tra questi infarti, un terzo è stato un tipo chiamato infarto con elevazione del segmento ST, che è una forma più grave e urgente.

Fattori che aumentano il rischio di infarto

Alcune condizioni o abitudini aumentano la probabilità di avere un infarto, come:

  • il fumo;
  • livelli alti di colesterolo LDL (quello "cattivo");
  • la presenza di ostruzioni in più arterie del cuore (malattia multivasale);
  • il diabete con valori di emoglobina glicosilata superiori al 7%, che indica un controllo non ottimale dello zucchero nel sangue;
  • l'angina persistente, cioè dolore al petto che continua nel tempo.

Al contrario, chi ha già fatto un intervento di bypass coronarico sembra avere un rischio leggermente più basso di infarto.

Infarto e rischio di morte

Se un paziente con malattia coronarica stabile ha un nuovo infarto, il rischio di morte aumenta di circa il doppio rispetto a chi non ha avuto infarti recenti.

Trombosi tardiva dello stent: cos'è e perché è importante

Alcuni pazienti hanno uno stent, un piccolo tubicino inserito nelle arterie per mantenerle aperte. In rari casi, molto tempo dopo l'impianto, può formarsi un coagulo di sangue dentro o vicino allo stent, chiamato trombosi intrastent molto tardiva (VLST).

Questo coagulo può causare un infarto. Nello studio, la VLST è stata la causa di circa un quinto (20%) di tutti gli infarti nei pazienti con stent.

Gli infarti causati da VLST sono spesso più gravi, presentandosi più frequentemente come infarto con elevazione del segmento ST rispetto agli infarti non legati allo stent.

Inoltre, la mortalità dopo un infarto causato da VLST è circa quattro volte più alta rispetto agli infarti non legati allo stent.

In conclusione

Nei pazienti con malattia coronarica stabile, il rischio di avere un nuovo infarto rimane costante e riguarda circa 8 persone su 1.000 ogni anno.

Un problema importante è la trombosi molto tardiva dello stent, che causa un quinto degli infarti e aumenta molto il rischio di morte.

Fattori come il fumo, il colesterolo alto, il diabete non ben controllato e la presenza di malattia in più arterie aumentano il rischio di infarto.

Questi dati aiutano a comprendere meglio i rischi e l'importanza di controllare i fattori di salute nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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