Il Congresso GIMSI e la formazione dei medici sulla sincope
Il 2 e 3 febbraio a Milano si è tenuto l'8° Congresso Nazionale del GIMSI, un gruppo italiano che studia la sincope, cioè la perdita di coscienza causata da una temporanea riduzione del flusso di sangue al cervello. Durante l'evento, sono stati organizzati corsi speciali chiamati "Corsi di Competence" per formare medici di diverse specialità su come riconoscere e trattare la sincope. Questi corsi seguono un programma standard e sono molto richiesti. Fino al 2017, oltre 250 medici sono stati formati e 79 centri specializzati in sincope, chiamati "Syncope Unit", sono stati certificati in tutta Italia.
La sincope adenosino-mediata: una nuova forma di sincope
Una delle novità più importanti riguarda una particolare forma di sincope chiamata sincope adenosino-mediata. Questa si verifica in persone con cuore sano e un elettrocardiogramma (ECG) normale, ma che sperimentano episodi di perdita di coscienza improvvisi senza segnali premonitori (prodromi). Questi episodi sono legati a un blocco temporaneo nella trasmissione degli impulsi elettrici nel cuore (blocco atrio-ventricolare parossistico).
Le caratteristiche principali di questa forma sono:
- Ripetuti episodi di sincope dovuti a blocchi temporanei nel cuore;
- Assenza di malattie cardiache evidenti e ECG normale;
- Non si evolve in blocchi permanenti o più gravi;
- Livelli molto bassi di adenosina nel sangue, che rende i recettori del cuore molto sensibili a piccoli aumenti di questa sostanza.
Si stanno studiando le cause e i trattamenti di questa sincope, e sembra che possa rispondere bene a un farmaco chiamato teofillina, che blocca gli effetti dell'adenosina ed è usato da tempo per altre malattie.
Gestione dei farmaci nei pazienti con sincope vasodepressiva
Un altro argomento importante discusso è stato se sia possibile ridurre o sospendere i farmaci che abbassano la pressione sanguigna nei pazienti con sincope vasodepressiva, un tipo di sincope causata da un calo eccessivo della pressione.
Spesso i medici temono che interrompere questi farmaci possa causare un rapido aumento della pressione ("rebound") e problemi come infarti o ictus. Per questo motivo, è stato condotto uno studio chiamato STOP-VD, che ha coinvolto 58 pazienti anziani con sincope vasodepressiva confermata da test specifici.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha sospeso o ridotto i farmaci, l'altro li ha continuati. Dopo circa un anno di osservazione, si è visto che il gruppo che ha ridotto o sospeso i farmaci ha avuto meno episodi di sincope, quasi episodi di svenimento e meno complicanze rispetto a chi ha continuato la terapia.
Questi risultati suggeriscono che, in alcuni pazienti con pressione non troppo alta, è possibile diminuire i farmaci vasoattivi con sicurezza, purché vengano monitorati attentamente nei mesi successivi.
In conclusione
Il congresso GIMSI ha evidenziato l'importanza di una formazione specifica per i medici sulla sincope, una condizione complessa ma gestibile. Sono emerse nuove forme di sincope, come quella adenosino-mediata, e studi che aiutano a capire come modificare i farmaci in modo sicuro nei pazienti con sincope vasodepressiva. Questi progressi migliorano la capacità di prendersi cura delle persone che soffrono di svenimenti improvvisi.