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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/04/2024 Lettura: ~3 min

Ipotensione da sacubitril/valsartan in pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione lievemente ridotta o preservata: fattori di rischio e implicazioni prognostiche

Fonte
ACC Congress 2024 - Foà A, Vaduganathan M, Claggett BL, et al. J Am Coll Cardiol. 2024 (doi: 10.1016/j.jacc.2024.02.035).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio importante che ha analizzato un possibile effetto collaterale, chiamato ipotensione, legato a un trattamento usato per lo scompenso cardiaco. L'obiettivo è capire chi rischia di più e quali possono essere le conseguenze, in modo da usare questo farmaco nel modo più sicuro possibile.

Che cosa significa ipotensione da sacubitril/valsartan

L'ipotensione è una riduzione eccessiva della pressione del sangue. Può causare sintomi come stanchezza, capogiri o svenimenti. Il farmaco sacubitril/valsartan è usato per trattare lo scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio si è basato sui dati di quasi 4.800 pazienti con scompenso cardiaco che avevano una frazione d’eiezione lievemente ridotta o preservata. La frazione d’eiezione è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a spingere fuori ad ogni battito. Valori più alti o normali indicano una funzione cardiaca migliore.

Chi ha avuto ipotensione e quali fattori aumentano il rischio

Circa il 13% dei pazienti ha avuto episodi di ipotensione. Questo problema è stato più frequente nei pazienti trattati con sacubitril/valsartan rispetto a quelli che assumevano solo valsartan.

I fattori che aumentano il rischio di ipotensione includono:

  • Non avere avuto prima ipertensione (pressione alta) o diabete
  • Essere trattati con sacubitril/valsartan
  • Una storia di fumo
  • Avere una frazione d’eiezione più alta
  • Valori più elevati di creatinina, un indicatore della funzione dei reni
  • Presenza di fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare
  • Assenza di ispessimento del muscolo del cuore (ipertrofia ventricolare sinistra)
  • Livelli più alti di NT-proBNP, una sostanza prodotta dal cuore quando è sotto stress
  • Uso contemporaneo di altri farmaci per lo scompenso cardiaco chiamati antagonisti del recettore mineralcorticoide

Conseguenze dell’ipotensione

I pazienti che hanno avuto episodi di ipotensione hanno mostrato un rischio più alto di:

  • Morte per problemi cardiaci
  • Ricoveri in ospedale per scompenso cardiaco
  • Morte per qualsiasi causa
  • Ricoveri per problemi cardiaci e non cardiaci

Importanza della frazione d’eiezione

La frazione d’eiezione ha un ruolo importante nel rischio di ipotensione legata al trattamento. In particolare, i pazienti con una frazione d’eiezione pari o superiore al 60% hanno mostrato un rischio più alto di ipotensione con sacubitril/valsartan rispetto a quelli con valori più bassi. Inoltre, in questi pazienti con frazione d’eiezione più alta, non è stato evidente un beneficio chiaro dal trattamento.

In conclusione

Lo studio evidenzia che l’ipotensione è un effetto possibile e importante del trattamento con sacubitril/valsartan in pazienti con scompenso cardiaco e frazione d’eiezione lievemente ridotta o normale. Alcuni fattori possono aumentare il rischio di questo effetto. È quindi fondamentale valutare con attenzione il rapporto tra benefici e rischi, soprattutto in chi ha una frazione d’eiezione più alta, per garantire un uso sicuro e appropriato del farmaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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