Che cos'è il delirium
Il delirium è una condizione che si presenta spesso negli anziani, specialmente in quelli più fragili. Non è una malattia cronica, ma tende a comparire improvvisamente e può durare da poche ore a giorni, anche se a volte può persistere per mesi. Si manifesta principalmente con un disturbo dell'attenzione e un cambiamento dello stato mentale che può variare nel tempo.
Come si riconosce il delirium
La diagnosi si basa sull'osservazione clinica e si riconosce perché il disturbo si presenta rapidamente e con sintomi che possono cambiare durante il giorno. Secondo le linee guida internazionali, il delirium è causato da problemi medici, dall'uso o sospensione di farmaci.
Fattori che favoriscono il delirium
Il delirium si manifesta quando si combinano due tipi di fattori:
- Fattori predisponenti: caratteristiche personali come problemi di vista o udito, malattie gravi, difficoltà cognitive, disidratazione.
- Fattori precipitanti: eventi esterni come l'uso di farmaci nuovi o in eccesso, cateteri, infezioni ospedaliere, contenzione fisica.
Cause comuni del delirium nei pazienti con problemi cardiaci
Le cause più frequenti includono:
- Farmaci
- Ritenzione di urina o feci
- Infezioni, soprattutto ai polmoni o alle vie urinarie
- Squilibri metabolici o ormonali
- Malattie cardiache acute come infarto, scompenso cardiaco, aritmie
Quanto è comune il delirium nei pazienti cardiopatici anziani
Studi recenti mostrano che il delirium è abbastanza frequente nei pazienti anziani ricoverati per problemi cardiaci acuti. La sua presenza è simile in reparti di cardiologia e di chirurgia cardiaca, con percentuali che variano dal 9% al 26% circa, a seconda dello studio e del contesto. Alcuni fattori di rischio importanti sono l'uso di benzodiazepine, la contenzione fisica, alterazioni metaboliche, infezioni e condizioni mediche complesse.
Come il delirium si sviluppa nel cervello
Nei pazienti con problemi cardiaci, il delirium può essere causato da:
- Ridotto flusso di sangue al cervello, che può danneggiare le cellule nervose.
- Piccoli emboli (particelle che bloccano i vasi sanguigni cerebrali) che causano danni e infiammazione.
- Infiammazione che aumenta la permeabilità della barriera tra sangue e cervello, causando edema (gonfiore) e danni.
- Livelli elevati di cortisolo, un ormone dello stress che può danneggiare il cervello.
Inoltre, nei pazienti con malattie cardiache croniche si osserva una perdita di tessuto cerebrale in alcune aree importanti per le funzioni cognitive.
Conseguenze del delirium
Il delirium è associato a:
- Maggiore durata del ricovero in ospedale, anche fino a 32 giorni in più.
- Persistenza dei sintomi anche dopo la dimissione in circa un quarto dei casi.
- Declino delle capacità mentali e funzionali.
- Maggiore rischio di essere trasferiti in strutture di assistenza a lungo termine.
- Aumento della mortalità entro pochi mesi dalla dimissione.
Questi effetti negativi sono stati confermati anche in studi specifici su pazienti con problemi cardiaci.
Prevenzione e trattamento del delirium
Oggi è possibile prevenire il delirium con interventi non farmacologici che agiscono sui fattori di rischio modificabili. Questi interventi includono:
- Controllo dell'ambiente e delle condizioni del paziente
- Riduzione dell'uso di farmaci che possono favorire il delirium
- Supporto alla mobilizzazione e alla nutrizione
- Gestione attenta delle infezioni e degli squilibri metabolici
Quando il delirium si manifesta, è fondamentale identificare e correggere la causa scatenante. Se questo non è possibile rapidamente, si interviene per prevenire complicanze come la disidratazione, la malnutrizione, le infezioni e le lesioni causate dall'agitazione.
Il trattamento farmacologico, se necessario, si basa principalmente sull'uso di antipsicotici ad alta potenza per controllare i sintomi comportamentali.
In conclusione
Il delirium è una condizione frequente e grave negli anziani con malattie cardiache acute. Si associa a un peggioramento della salute e a un aumento dei rischi durante e dopo il ricovero. È importante riconoscerlo, prevenirlo e gestirlo adeguatamente anche nei reparti di cardiologia per migliorare gli esiti per i pazienti.