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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/06/2017 Lettura: ~2 min

Fattori che aiutano a prevedere l’efficacia del defibrillatore nei pazienti con displasia aritmogena del ventricolo destro

Fonte
Gabriela M. Orgeron - J Am Heart Assoc. 2017 Jun 6;6(6). pii: e006242. doi: 10.1161/JAHA.117.006242.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La displasia aritmogena del ventricolo destro è una malattia del cuore che può causare aritmie, cioè battiti irregolari pericolosi. In alcuni casi si impianta un dispositivo chiamato ICD per prevenire eventi gravi. Questo testo spiega quali fattori possono aiutare a capire quando l’ICD sarà utile nel trattamento di questi pazienti.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di 312 pazienti con displasia aritmogena del ventricolo destro, di cui 163 uomini, con un’età media di circa 34 anni, ha ricevuto un defibrillatore impiantabile (ICD). Sono stati seguiti nel tempo per capire quali caratteristiche potessero prevedere una risposta positiva alla terapia con ICD, cioè quando il dispositivo interviene in modo appropriato per fermare aritmie pericolose.

Fattori che indicano una buona risposta all’ICD

Tra i pazienti, il 60% ha ricevuto una terapia adeguata dall’ICD, mentre il 19% ha avuto scariche per fibrillazione o flutter ventricolare, che sono tipi di aritmie gravi.

I seguenti fattori erano associati a una maggiore probabilità che l’ICD intervenisse correttamente:

  • Tachicardia ventricolare al momento della diagnosi, cioè battiti molto veloci che originano dal ventricolo destro;
  • Presenza di aritmie durante lo studio elettrofisiologico, un test che stimola il cuore per vedere se si manifestano aritmie;
  • Onde T invertite in diverse derivazioni precordiali, cioè un particolare segno anomalo nell’elettrocardiogramma;
  • Extrasistoli ventricolari frequenti, cioè battiti extra che partono dal ventricolo destro, soprattutto se più di 1000 in 24 ore.

Dopo un’analisi più approfondita, lo studio elettrofisiologico è risultato il fattore più importante per prevedere l’efficacia della terapia con ICD.

Fattori che indicano rischio di fibrillazione o flutter ventricolare

Alcuni elementi erano collegati a un rischio maggiore di aritmie gravi come la fibrillazione o il flutter ventricolare:

  • Più di 1000 extrasistoli ventricolari in 24 ore;
  • Presenza di sincope, cioè episodi di svenimento;
  • Sesso maschile;
  • Età più giovane al momento della diagnosi.

Questi fattori aiutano a identificare chi potrebbe avere un rischio più alto di aritmie pericolose.

Complicanze e risultati generali

Durante il follow-up, il 21% dei pazienti ha avuto complicazioni legate al dispositivo o alla malattia, e un altro 21% ha ricevuto interventi dell’ICD che si sono rivelati non necessari. La mortalità complessiva è stata bassa, e solo una piccola percentuale ha avuto bisogno di un trapianto di cuore (2-4%).

In conclusione

In sintesi, alcuni segni clinici e risultati di esami specifici possono aiutare i medici a capire quando un defibrillatore impiantabile sarà efficace nei pazienti con displasia aritmogena del ventricolo destro. In particolare, lo studio elettrofisiologico si è dimostrato molto utile per prevedere la risposta alla terapia, mentre altri fattori come le extrasistoli frequenti, la sincope, l’età e il sesso contribuiscono a valutare il rischio di aritmie gravi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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