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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/09/2017 Lettura: ~2 min

Chiusura del forame ovale pervio o terapia farmacologica dopo un ictus

Fonte
Jean-Louis Mas - N Engl J Med 2017; 377:1011-1021 - September 14, 2017 - DOI: 10.1056/NEJMoa1705915.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha confrontato diversi trattamenti per pazienti che hanno avuto un ictus e presentano una particolare condizione cardiaca chiamata forame ovale pervio (FOP). L'obiettivo è capire quale terapia può aiutare a prevenire nuovi ictus in modo più efficace e sicuro.

Che cos'è il forame ovale pervio (FOP)

Il forame ovale pervio è un piccolo foro tra le due camere superiori del cuore, che in alcune persone non si chiude dopo la nascita come dovrebbe. Questo può permettere a piccoli coaguli di sangue di passare attraverso il cuore e raggiungere il cervello, causando un ictus.

Lo studio e i suoi obiettivi

Lo studio ha coinvolto 663 pazienti di età tra 16 e 60 anni, tutti con un recente ictus di origine incerta (chiamato ictus criptogenetico) e con caratteristiche specifiche al cuore che aumentano il rischio di ictus, come un aneurisma del setto interatriale o un grande passaggio di sangue anomalo (shunt).

I pazienti sono stati divisi in tre gruppi di trattamento:

  • Gruppo 1: chiusura del FOP con un piccolo intervento tramite catetere, seguita da terapia antiaggregante (farmaci che riducono l'aggregazione delle piastrine per prevenire coaguli).
  • Gruppo 2: solo terapia antiaggregante.
  • Gruppo 3: terapia anticoagulante (farmaci che prevengono la formazione di coaguli).

Risultati principali

Durante un follow-up medio di circa 5 anni, sono stati osservati i seguenti risultati:

  • Nel confronto tra il gruppo con chiusura del FOP e terapia antiaggregante (Gruppo 1) e il gruppo con solo terapia antiaggregante (Gruppo 2), nessun paziente del gruppo 1 ha avuto un nuovo ictus, mentre 14 pazienti nel gruppo 2 hanno avuto un ictus.
  • La chiusura del FOP ha comportato alcune complicazioni procedurali in circa il 6% dei pazienti.
  • La fibrillazione atriale (un tipo di aritmia cardiaca) è stata più frequente nel gruppo con chiusura del FOP (4,6%) rispetto al gruppo con sola terapia antiaggregante (0,9%).
  • Nel confronto tra terapia anticoagulante (Gruppo 3) e terapia antiaggregante (Gruppo 2), ci sono stati meno ictus nel gruppo anticoagulante (3 contro 7), ma la differenza non è stata così marcata come nel primo confronto.

Significato dei risultati

Questi risultati suggeriscono che, per pazienti selezionati con ictus recente e presenza di FOP associato a caratteristiche di rischio, la chiusura del FOP combinata con terapia antiaggregante può ridurre significativamente il rischio di un nuovo ictus rispetto alla sola terapia antiaggregante.

Tuttavia, la procedura di chiusura può comportare un rischio aumentato di sviluppare fibrillazione atriale, che è un problema cardiaco da monitorare.

In conclusione

Per chi ha avuto un ictus e presenta un forame ovale pervio con caratteristiche di rischio, la chiusura del foro unita a una terapia che previene la formazione di coaguli può essere più efficace nel prevenire nuovi ictus rispetto alla sola terapia farmacologica antiaggregante. È importante però considerare anche i possibili effetti collaterali, come l'aumento del rischio di fibrillazione atriale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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