Che cosa sono i punteggi di rischio CHA2DS2VASc e CHADS2
Per valutare il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, i medici usano dei punteggi chiamati CHA2DS2VASc e CHADS2. Questi punteggi tengono conto di diversi fattori come l'età, la pressione alta, il diabete, e altre condizioni di salute.
Le linee guida e i cambiamenti nel tempo
Nel 2014, le società scientifiche americane hanno aggiornato le loro raccomandazioni, suggerendo di iniziare la terapia anticoagulante nei pazienti con un punteggio CHA2DS2VASc superiore a 2, invece che basarsi solo sul punteggio CHADS2. Questo ha aumentato il numero di pazienti considerati a rischio e quindi potenzialmente da trattare.
Studi recenti e cosa mostrano
- Uno studio del 2018 su oltre 5.800 pazienti con rischio intermedio ha mostrato che solo metà di questi pazienti riceve la terapia anticoagulante, divisa tra farmaci tradizionali (warfarin) e nuovi farmaci (DOACs).
- Lo studio ha osservato che alcuni pazienti non vengono trattati a causa di condizioni come problemi renali o uso di farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento.
- Dopo circa 9 mesi, non è stata trovata una differenza significativa nel rischio di ictus o morte tra chi ha ricevuto la terapia e chi no.
- I nuovi farmaci anticoagulanti (DOACs) sembrano ridurre gli eventi embolici rispetto al warfarin, senza aumentare il rischio di sanguinamenti gravi.
- Il rischio di sanguinamenti gravi è più alto nei pazienti trattati con anticoagulanti rispetto a chi non li assume.
Ricerche europee e internazionali
Altri studi europei hanno evidenziato che i pazienti con punteggi molto bassi (CHA2DS2VASc 0 negli uomini e 1 nelle donne) non sembrano trarre beneficio dall'anticoagulazione. Invece, chi ha punteggi leggermente più alti ha un rischio maggiore di ictus se non trattato.
Studi in Nord America e Asia hanno mostrato risultati simili, con un aumento del rischio di ictus che cresce con il punteggio, ma anche un aumento del rischio di sanguinamenti nei pazienti trattati, specialmente con combinazioni di farmaci.
Situazione attuale e sfide
- Le linee guida europee raccomandano di iniziare la terapia anticoagulante a punteggi più bassi rispetto a quelle americane, aumentando così il numero di pazienti da trattare.
- Nonostante queste indicazioni, molti pazienti a rischio intermedio non vengono ancora trattati.
- Non è ancora chiaro qual è il livello di rischio sotto il quale è più sicuro non iniziare la terapia anticoagulante, perché i dati non sono definitivi.
In conclusione
La decisione di iniziare la terapia anticoagulante nei pazienti con fibrillazione atriale dipende dal livello di rischio di ictus, valutato con punteggi specifici. Sebbene le linee guida abbiano ampliato il numero di pazienti da trattare, resta ancora aperta la questione di quale sia il limite più basso di rischio per cui la terapia sia davvero utile e sicura. Sono necessari ulteriori studi per chiarire questo punto e aiutare i medici a prendere decisioni personalizzate e sicure.