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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/02/2018 Lettura: ~2 min

Edoxaban nel trattamento del tromboembolismo venoso associato al cancro

Fonte
Raskob GE - N Engl J Med 2018; 378:615-624 DOI: 10.1056/NEJMoa1711948.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 03/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il tromboembolismo venoso è una condizione che può colpire le persone con cancro, causando la formazione di coaguli di sangue nelle vene. Esistono diversi trattamenti per gestire questa situazione, tra cui farmaci anticoagulanti. Qui spieghiamo uno studio che ha confrontato due tipi di farmaci per capire quale sia più efficace e sicuro.

Che cos'è il tromboembolismo venoso associato al cancro

Il tromboembolismo venoso è la formazione di coaguli di sangue nelle vene, che può essere più frequente nelle persone con cancro. Questi coaguli possono causare problemi seri se non trattati.

Trattamenti tradizionali e nuovi

Il trattamento standard è l'uso di eparina a basso peso molecolare, un farmaco che si somministra con iniezioni sotto la pelle. Recentemente, si è studiato l'uso di farmaci chiamati anticoagulanti orali diretti, che si assumono per bocca, come l'edoxaban. Questi farmaci potrebbero essere più comodi, ma il loro ruolo non era ancora chiaro.

Lo studio clinico

In uno studio aperto, cioè in cui sia i medici sia i pazienti sapevano quale trattamento veniva usato, sono stati confrontati due gruppi di pazienti con cancro e tromboembolismo venoso:

  • Un gruppo ha ricevuto inizialmente eparina per almeno 5 giorni, poi ha continuato con edoxaban per bocca, 60 mg una volta al giorno.
  • L'altro gruppo ha ricevuto dalteparina, un tipo di eparina, con iniezioni quotidiane per un mese, poi una dose ridotta per continuare il trattamento.

Il trattamento è durato almeno 6 mesi e fino a 12 mesi.

Risultati principali

Lo studio ha valutato due aspetti importanti nei 12 mesi successivi all'inizio del trattamento:

  • La ricomparsa di tromboembolismo venoso.
  • Eventi di sanguinamento importante.

Ecco cosa è emerso:

  • Il numero di pazienti che hanno avuto uno di questi eventi è stato simile nei due gruppi: circa il 13%.
  • La ricomparsa di coaguli è stata leggermente più bassa nel gruppo con edoxaban (7,9%) rispetto a quello con dalteparina (11,3%).
  • Il rischio di sanguinamenti importanti è stato un po' più alto nel gruppo con edoxaban (6,9%) rispetto a quello con dalteparina (4,0%).

Cosa significa tutto questo

L'edoxaban è risultato non inferiore alla dalteparina: questo vuol dire che è almeno altrettanto efficace e sicuro nel complesso. Tuttavia, con edoxaban si è osservata una minore frequenza di ricomparsa di coaguli, ma un rischio leggermente aumentato di sanguinamenti importanti.

In conclusione

Per le persone con cancro e tromboembolismo venoso, l'edoxaban rappresenta un'opzione valida di trattamento orale. Offre una buona efficacia nel prevenire nuovi coaguli, anche se con un piccolo aumento del rischio di sanguinamento importante rispetto alla terapia con eparina sottocutanea. La scelta del trattamento deve sempre essere valutata dal medico in base alle caratteristiche individuali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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