Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori in Nuova Zelanda ha osservato oltre 359.000 persone tra i 30 e i 79 anni senza malattie cardiovascolari, che non assumevano farmaci antiaggreganti, per capire il rischio di sanguinamenti maggiori. Lo studio è durato dal 2002 al 2015.
Come è stato condotto lo studio
- I partecipanti sono stati seguiti fino a quando hanno avuto un evento importante di sanguinamento o sono deceduti per sanguinamento.
- Sono state create diverse categorie escludendo persone con condizioni che aumentano il rischio di sanguinamento o che assumevano farmaci che possono aumentare questo rischio.
- Le persone sono state divise in gruppi per età, ogni dieci anni, da 30 a 79 anni.
Risultati principali
- Durante il periodo di osservazione, 3.976 persone hanno avuto un sanguinamento importante, per lo più nel tratto gastrointestinale (lo stomaco e l'intestino).
- Ci sono stati 274 casi di sanguinamento fatale, inclusi 153 casi di sanguinamento nel cervello.
- Il rischio di sanguinamento gastrointestinale non fatale è stato di circa 2,19 eventi ogni 1.000 persone all'anno nella popolazione generale, leggermente inferiore nelle persone senza fattori di rischio o senza terapia.
- La mortalità per sanguinamento gastrointestinale è stata tra il 3,4% e il 4,6% a seconda del gruppo considerato.
Cosa significa tutto questo
Questi dati mostrano che, anche in persone senza malattie cardiovascolari e non trattate con farmaci antiaggreganti, esiste un rischio reale di sanguinamenti importanti, soprattutto nel tratto gastrointestinale. Questo rischio varia leggermente a seconda della presenza di altre condizioni o terapie.
In conclusione
Lo studio evidenzia che il rischio di sanguinamento maggiore è presente anche in persone non trattate con farmaci antiaggreganti. Queste informazioni sono utili per valutare con attenzione i benefici e i rischi quando si considera l’uso dell’aspirina per prevenire problemi cardiaci.