CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2018 Lettura: ~4 min

La rapida trasformazione della medicina d’emergenza

Fonte
Francesco Rocco Pugliese, Presidente nazionale SIMEU, Società Italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1202 Sezione: 2

Introduzione

La medicina d’emergenza sta cambiando velocemente per rispondere meglio alle esigenze di pazienti sempre più complessi, come gli anziani con molte malattie. Questo testo spiega come i medici e gli infermieri si stanno organizzando per offrire cure più efficaci e tempestive, soprattutto in situazioni critiche come la sepsi.

Il Congresso SIMEU 2018: un momento di confronto

Dal 24 al 26 maggio 2018 si è svolto a Roma il Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU). Questo evento ha riunito medici e infermieri da tutta Italia per discutere sia aspetti clinici che organizzativi del Pronto Soccorso, il luogo dove si gestiscono le emergenze mediche.

La sfida dei pazienti anziani

In Italia ci sono circa 5 milioni di persone sopra gli 80 anni, e ogni anno circa 100.000 di loro arrivano al Pronto Soccorso. Metà di questi pazienti viene ricoverata dopo le cure urgenti. Questi pazienti sono particolarmente delicati perché spesso hanno più malattie contemporaneamente (comorbilità) e assumono molti farmaci (politerapia), rendendo la loro situazione clinica complessa.

Si definiscono "fragili" perché oltre ai problemi di salute possono avere stress psicologico, disabilità e poco sostegno familiare, aumentando il rischio di ricovero prolungato. Questi fattori aumentano anche il rischio di mortalità.

Per questi pazienti è importante un approccio specifico e globale, che consideri il loro stato generale e non solo la singola malattia. Infatti, a causa dell’invecchiamento degli organi, le malattie e la risposta ai farmaci si manifestano spesso in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani.

Come ha sottolineato Francesco Rocco Pugliese, presidente nazionale SIMEU, è necessario cambiare il modo di pensare e organizzare le cure per gli anziani in emergenza.

Collaborazione e formazione per migliorare le cure

Per sviluppare percorsi di cura dedicati, SIMEU ha iniziato a collaborare con la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT). Questo lavoro mira a riconoscere che l’accesso degli anziani ai servizi di emergenza è quasi sempre giustificato e corretto.

Durante il congresso è stato anche avviato il primo corso dedicato alla gestione del Grande Anziano in urgenza, per formare meglio i professionisti sanitari.

La sepsi: una patologia tempo-dipendente

La sepsi è una grave infezione che richiede un intervento rapido. Al congresso si è discusso molto di questo problema, che interessa spesso i pazienti anziani. La SIMEU ha adottato una Consensus Conference nazionale, un documento che riassume le migliori pratiche per la gestione della sepsi in emergenza.

La sepsi deve essere riconosciuta e trattata entro un’ora dall’arrivo in Pronto Soccorso. Le prime azioni fondamentali sono:

  • prelevare campioni di sangue per le analisi (emocoltura),
  • iniziare subito la terapia antibiotica,
  • idratare il paziente per sostenere la circolazione.

Nonostante le evidenze scientifiche e le campagne internazionali, in Italia non è ancora diffuso un uso uniforme di queste pratiche ottimali.

Le difficoltà nella gestione della sepsi

Le ragioni principali di questo ritardo sono:

  • la complessità dei protocolli finora proposti,
  • la difficoltà nel riconoscere precocemente la sepsi,
  • la percezione insufficiente della sepsi come emergenza che richiede interventi immediati,
  • la gestione contemporanea di molte urgenze nel Pronto Soccorso.

La comprensione della sepsi sta migliorando rapidamente grazie a nuovi studi che propongono approcci più semplici ed efficaci. La definizione di sepsi è stata aggiornata per distinguere meglio tra una normale risposta a un’infezione, la sepsi vera e propria (una reazione eccessiva con danno agli organi) e lo shock settico (una forma grave con pressione bassa e danni cellulari).

Resta aperto il dibattito su come gestire al meglio l’instabilità della pressione e sulla quantità di liquidi da somministrare.

Francesco Rocco Pugliese evidenzia che in Italia manca ancora un approccio sistematico alla sepsi, simile a quello già esistente per ictus e infarto, e che è importante promuovere una cultura uniforme e corretta per affrontare queste emergenze.

In conclusione

La medicina d’emergenza sta vivendo una trasformazione importante per rispondere alle esigenze di pazienti sempre più anziani e complessi. È fondamentale adottare un approccio globale e specifico per l’anziano fragile e migliorare la gestione tempestiva di patologie critiche come la sepsi. La formazione continua e la collaborazione tra specialisti sono strumenti chiave per offrire cure più efficaci e sicure nel Pronto Soccorso.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA