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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/06/2014 Lettura: ~2 min

CRT-D in pazienti con fibrillazione atriale persistente e permanente e rischio di mortalità

Fonte
Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology. 2014; 7: 370-376 published online before print May 17, 2014, doi: 10.1161/CIRCEP.113.001212.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha valutato come la fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca, influisce sui pazienti trattati con un dispositivo chiamato CRT-D. L'obiettivo è capire il legame tra la gravità dell'aritmia, la stimolazione del cuore e il rischio di mortalità, per migliorare la gestione di questi pazienti.

Che cos'è la fibrillazione atriale e il CRT-D

La fibrillazione atriale (FA) è un'aritmia, cioè un battito cardiaco irregolare. Può essere di diversi tipi:

  • FA permanente: l'aritmia è presente quasi tutto il tempo (almeno 23 ore al giorno).
  • FA persistente: dura almeno 7 giorni consecutivi con aritmia quasi continua.
  • FA parossistica: episodi di aritmia che durano almeno 6 ore, ma non sono costanti.
  • FA assente o rara: casi con poca o nessuna fibrillazione atriale.

Il CRT-D è un dispositivo impiantato che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato, stimolando entrambi i ventricoli (le camere inferiori del cuore). Questo si chiama stimolazione biventricolare (BIVP%) e si misura in percentuale del tempo in cui il cuore riceve questa stimolazione.

Lo studio e i suoi risultati principali

Lo studio ha analizzato oltre 54.000 pazienti con CRT-D, di cui circa 8.700 avevano fibrillazione atriale persistente o permanente.

  • Molti pazienti con FA permanente (69%) o persistente (62%) non ricevevano una stimolazione biventricolare alta, cioè superiore al 98% del tempo.
  • Rispetto ai pazienti senza o con poca fibrillazione atriale, quelli con FA avevano un rischio maggiore di morte, anche dopo aver considerato altri fattori come età e sesso.
  • Anche una stimolazione biventricolare inferiore al 98% era associata a un aumento del rischio di mortalità.
  • Nei pazienti con FA permanente, avere una stimolazione biventricolare elevata era collegato a una riduzione significativa del rischio di morte.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati indicano che molti pazienti con fibrillazione atriale persistente o permanente non ricevono una stimolazione cardiaca ottimale con il CRT-D. Questo può aumentare il rischio di mortalità.

Perciò, è importante un controllo più attento della frequenza cardiaca e una stimolazione più efficace per massimizzare i benefici di questa terapia.

In conclusione

La fibrillazione atriale persistente e permanente può ridurre l'efficacia della stimolazione cardiaca nei pazienti con CRT-D, aumentando il rischio di mortalità. Un miglior controllo della frequenza e una stimolazione più alta sono fondamentali per migliorare la prognosi di questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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