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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/01/2021 Lettura: ~3 min

Gestione di un paziente fragile con polmonite da COVID-19 e nuova fibrillazione atriale

Fonte
Barbara Scimeca, Fondazione IRCCS Ca' Granda, U.O.C di Medicina Generale, Emostasi e Trombosi, Centro Emofilia e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi, Ambulatorio di Terapia Anticoagulante Orale, Milano.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Barbara Scimeca Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo descrive il caso di un uomo anziano con polmonite da COVID-19 che ha sviluppato una nuova aritmia cardiaca chiamata fibrillazione atriale. Viene spiegato come è stato seguito durante il ricovero e come si è organizzata la sua cura a domicilio, con l'obiettivo di garantire un trattamento sicuro e pratico anche in quarantena.

Situazione iniziale

Un uomo di 82 anni è stato ricoverato per una polmonite causata dal virus SARS-CoV-2. Aveva già alcune malattie croniche, tra cui:

  • pressione alta (ipertensione);
  • problemi alla prostata;
  • una malattia del cuore chiamata cardiomiopatia dilatativa, con alcune valvole cardiache che non funzionavano bene;
  • anemia causata da perdite di sangue a livello delle emorroidi.

Al momento del ricovero, il paziente mostrava febbre, difficoltà a respirare e un ritmo cardiaco irregolare.

Trattamento durante il ricovero

Il paziente ha ricevuto:

  • farmaci steroidei per l'infiammazione, somministrati per via endovenosa;
  • antibiotici per prevenire o trattare infezioni batteriche;
  • anticoagulanti a basso peso molecolare per ridurre il rischio di coaguli;
  • ossigeno con maschera per aiutare la respirazione.

Dopo alcuni giorni, il paziente ha avuto un peggioramento della respirazione e si è sviluppata una fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco molto irregolare e veloce. È stato tentato un trattamento per riportare il cuore a un ritmo normale, ma senza successo. Per questo motivo è stato aumentato il dosaggio dell'anticoagulante.

Durante la degenza, il paziente ha avuto un episodio di sanguinamento intestinale (melena), con perdita di sangue e calo dell'emoglobina. È stata necessaria una trasfusione di sangue e una colonscopia ha identificato un'emorroide sanguinante, che è stata trattata con una legatura elastica. A causa del sanguinamento, la dose di anticoagulante è stata ridotta.

Recupero e dimissione

Nei giorni successivi il paziente ha migliorato la respirazione e i valori del sangue, è stato avviato a fisioterapia per recuperare la forza muscolare e la funzione polmonare. Dopo 22 giorni è stato dimesso, anche se il tampone per il virus SARS-CoV-2 risultava ancora debolmente positivo.

Gestione a domicilio

Per prevenire il rischio di complicazioni legate alla fibrillazione atriale, come la formazione di coaguli che possono causare ictus, è stato deciso di iniziare una terapia anticoagulante con Edoxaban. Questo farmaco è stato scelto perché:

  • si assume una volta al giorno, facilitando la gestione a casa;
  • non richiede frequenti controlli del sangue, utili soprattutto durante la quarantena e il distanziamento sociale;
  • ha dimostrato efficacia e sicurezza negli anziani e nelle persone con condizioni di salute fragili.

In conclusione

Il caso mostra come un paziente anziano e fragile con polmonite da COVID-19 possa sviluppare complicazioni cardiache come la fibrillazione atriale. È importante un attento monitoraggio e una scelta terapeutica che tenga conto della sicurezza e della praticità, soprattutto quando il paziente viene seguito a casa. L'uso di anticoagulanti orali diretti come Edoxaban può facilitare la gestione e ridurre la necessità di visite ospedaliere frequenti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Barbara Scimeca

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