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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/06/2019 Lettura: ~2 min

Efficacia della teofillina nei pazienti con sincope senza prodromi e cuore sano

Fonte
Brignole et al. Int J Cardiol. 2019 Aug 15;289:70-73. doi: 10.1016/j.ijcard.2019.03.043.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La sincope è una perdita di coscienza improvvisa e temporanea. In alcuni pazienti con cuore sano, questa può verificarsi senza segnali premonitori (prodromi). Recenti studi hanno esaminato un possibile trattamento con teofillina, un farmaco che può aiutare a prevenire questi episodi. Qui spieghiamo i risultati di una ricerca che ha valutato l’efficacia di questo trattamento in modo semplice e chiaro.

Che cos'è la sincope senza prodromi?

La sincope è una perdita temporanea di coscienza causata da una riduzione del flusso di sangue al cervello. Quando avviene senza prodromi, significa che non ci sono segnali o sintomi che avvisano prima dell’episodio, come vertigini o debolezza.

Il ruolo dell’adenosina e della teofillina

Alcuni pazienti con sincope senza prodromi hanno livelli bassi di una sostanza chiamata adenosina nel sangue. L’adenosina agisce su specifici recettori nel corpo che influenzano il battito cardiaco.

La teofillina è un farmaco che blocca questi recettori, impedendo all’adenosina di agire. Questo può aiutare a prevenire episodi di sincope causati da un rallentamento eccessivo del cuore.

Lo studio sui pazienti trattati con teofillina

Un gruppo di medici ha seguito 16 pazienti con cuore sano e sincope senza prodromi, che avevano episodi di arresto del battito cardiaco (sincope asistolica). Questi pazienti sono stati osservati in due periodi:

  • Un periodo senza trattamento
  • Un periodo durante il quale assumevano teofillina

Le caratteristiche principali dei pazienti erano:

  • 9 donne su 16
  • Età media di 47 anni

Risultati principali

  • Prima di iniziare il trattamento, i pazienti avevano in media 2 episodi di sincope all’anno.
  • Durante il periodo senza trattamento, gli episodi sono rimasti simili (circa 2,6 all’anno).
  • Durante il trattamento con teofillina, gli episodi sono diminuiti a 0,4 all’anno, mostrando una riduzione significativa.
  • In 13 pazienti con monitoraggio cardiaco continuo, gli episodi di arresto del cuore più lunghi di 3 secondi sono diminuiti da 9,6 a 1,1 all’anno con la teofillina.

Differenze tra tipi di sincope

Tra i pazienti, chi aveva un tipo di sincope legato a un blocco atrioventricolare idiopatico (un problema nel passaggio del segnale elettrico nel cuore) ha risposto meglio al trattamento rispetto a chi aveva un arresto del nodo del seno (un’altra parte del cuore che controlla il ritmo).

In conclusione

La teofillina può essere utile per ridurre gli episodi di sincope in pazienti con cuore sano e senza segnali premonitori. Il farmaco sembra funzionare meglio in chi ha un particolare tipo di problema elettrico nel cuore chiamato blocco atrioventricolare idiopatico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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