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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/07/2019 Lettura: ~2 min

L'uso dei DOACs nei pazienti con trombofilia: nuove evidenze

Fonte
Elsebaie MAT - J Thromb Haemost 2019; 17: 645–656

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

I DOACs, farmaci anticoagulanti moderni, stanno ottenendo sempre più conferme sulla loro sicurezza e efficacia. Recenti studi hanno iniziato a valutare il loro utilizzo anche in persone con trombofilia, una condizione che aumenta il rischio di formazione di coaguli nel sangue. Qui spieghiamo cosa significano queste nuove scoperte in modo semplice e chiaro.

Che cosa sono i DOACs e la trombofilia

DOACs (anticoagulanti orali diretti) sono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. La trombofilia è una condizione in cui il sangue tende a coagulare più facilmente, aumentando il rischio di trombosi, cioè la formazione di coaguli che possono bloccare i vasi sanguigni.

Nuove evidenze sull'uso dei DOACs nella trombofilia

Uno studio che ha analizzato 10 ricerche diverse ha confrontato i DOACs con i farmaci anticoagulanti tradizionali (come i VKA) in persone con trombofilia e tromboembolismo venoso (coaguli nelle vene).

Trombofilia a basso rischio

  • Include persone con mutazioni genetiche come il fattore V di Leiden, la mutazione del gene della protrombina o con un aumento del fattore VIII.
  • In questi casi, i DOACs hanno mostrato solo un leggero aumento non significativo di nuovi coaguli.
  • Gli autori dello studio affermano che i DOACs sono sicuri e possono essere usati in queste situazioni.

Trombofilia rara ad alto rischio

  • Include deficit di proteina C o proteina S, che sono proteine che aiutano a prevenire la coagulazione eccessiva.
  • I dati disponibili sono promettenti ma limitati, perché sono stati studiati pochi pazienti e per un periodo breve.
  • Per questo motivo non si possono ancora trarre conclusioni certe sulla sicurezza dei DOACs in questi casi.

Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

  • Si tratta di una forma acquisita di trombofilia, dovuta alla presenza di anticorpi che aumentano il rischio di coaguli.
  • Studi precedenti avevano suggerito un possibile aumento delle recidive di trombosi con i DOACs.
  • Lo studio di Elsebaie e colleghi ha mostrato risultati simili a quelli di pazienti senza trombofilia, quindi non un peggioramento significativo.
  • Un'eccezione riguarda i pazienti con tripla positività (anticorpi del lupus, glicoproteina beta 2 e antifosfolipidi), per i quali due studi con il farmaco rivaroxaban non hanno dato risultati favorevoli.
  • In questi casi i DOACs sono ancora sconsigliati.

In conclusione

Le nuove ricerche indicano che i DOACs sono una possibile opzione anche per molti pazienti con trombofilia, soprattutto per quelli a basso rischio. Tuttavia, in alcune forme più rare o complesse, come la tripla positività nella sindrome da anticorpi antifosfolipidi, è necessario ancora cautela e ulteriori studi. Nel complesso, i DOACs ampliano le possibilità di trattamento in questo ambito, ma ogni situazione richiede valutazioni specifiche.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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