Che cosa è stato studiato
Lo studio GLOBAL LEADERS ha coinvolto pazienti con coronaropatia multivasale, cioè con problemi in più arterie del cuore, che hanno subito un intervento chiamato angioplastica per aprire i vasi sanguigni ostruiti.
Lo studio ha confrontato due tipi di trattamento:
- Una doppia antiaggregazione piastrinica (DAPT) per 1 mese, cioè l'uso di due farmaci che impediscono alle piastrine di formare coaguli, seguita da una monoterapia con ticagrelor per 23 mesi.
- Il trattamento standard, che prevede DAPT per 12 mesi seguita da monoterapia con cardioaspirina (aspirina a basso dosaggio) per altri 12 mesi.
Come è stato condotto lo studio
I pazienti sono stati divisi in modo casuale (randomizzati) in due gruppi con uguale probabilità di ricevere uno dei due trattamenti. Lo studio ha valutato due aspetti principali:
- Endpoint primario: combinazione di morte per qualsiasi causa o nuova crisi cardiaca entro 2 anni.
- Endpoint secondario di sicurezza: eventi emorragici gravi, cioè sanguinamenti importanti.
Risultati principali
Su 15.845 pazienti, 3.576 avevano coronaropatia multivasale. In questi pazienti:
- La strategia con 1 mese di doppia antiaggregazione seguita da ticagrelor ha ridotto il rischio di morte o nuova crisi cardiaca rispetto al trattamento standard.
- Il rischio di sanguinamenti gravi è stato simile nei due gruppi.
Questi risultati suggeriscono che, per chi ha problemi in più arterie del cuore, la terapia con ticagrelor dopo un breve periodo di doppia antiaggregazione può essere efficace e sicura.
Prospettive future
Per confermare questi risultati, saranno necessari nuovi studi specifici dedicati a questo tipo di pazienti.
In conclusione
Nei pazienti con coronaropatia che coinvolge più arterie e che hanno subito un'angioplastica, una terapia che prevede un mese di doppia antiaggregazione piastrinica seguito da monoterapia con ticagrelor sembra offrire un buon equilibrio tra riduzione del rischio di eventi cardiaci e sicurezza rispetto ai sanguinamenti.