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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/09/2025 Lettura: ~2 min

Apixaban a basse dosi dopo trombosi venosa: è utile prolungare la terapia?

Fonte
ESC Congress 2025 - Piazza G et al. N Engl J Med. 2025. doi: 10.1056/NEJMoa2509426.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 29/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Se hai avuto una trombosi venosa causata da un evento temporaneo, come un intervento chirurgico o un trauma, potresti chiederti per quanto tempo sia necessario continuare la terapia anticoagulante. Uno studio recente ha valutato l'efficacia e la sicurezza di un trattamento prolungato con una dose ridotta di apixaban, un farmaco che aiuta a prevenire nuovi coaguli. Qui spieghiamo in modo semplice i risultati di questo studio per aiutarti a capire meglio.

Che cos'è la trombosi venosa e perché si usa l'apixaban

La trombosi venosa è la formazione di un coagulo di sangue in una vena, che può succedere dopo eventi temporanei come un intervento chirurgico, un trauma o un periodo di immobilità. Per evitare che si formi un nuovo coagulo, si usano farmaci anticoagulanti come l'apixaban.

Lo studio HI-PRO: cosa ha valutato

Lo studio ha coinvolto 600 pazienti con trombosi venosa legata a un evento temporaneo ma che avevano anche altri fattori di rischio persistenti. Dopo aver ricevuto almeno 3 mesi di terapia standard, i pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • 300 hanno continuato con apixaban a bassa dose (2,5 mg due volte al giorno)
  • 300 hanno ricevuto un placebo, cioè una pillola senza principio attivo

Il trattamento è durato 12 mesi e l'obiettivo principale era verificare quante persone avessero avuto una nuova trombosi.

Risultati principali

  • Solo il 1,3% dei pazienti che assumevano apixaban ha avuto una nuova trombosi, contro il 10% di quelli con placebo.
  • Questo significa una riduzione del rischio di recidiva dell'87%, un risultato molto significativo.
  • Gli episodi di sanguinamento grave sono stati molto rari: 1 caso con apixaban e nessuno con placebo.
  • I sanguinamenti meno gravi ma comunque importanti sono stati un po' più frequenti con apixaban (4,8% contro 1,7%), senza però una differenza statisticamente significativa.

Cosa significa per i pazienti

Per chi ha avuto una trombosi venosa legata a un evento temporaneo ma presenta altri fattori di rischio, continuare la terapia con apixaban a bassa dose per un anno può ridurre molto il rischio di un nuovo coagulo. Inoltre, il trattamento si è dimostrato sicuro, con pochi casi di sanguinamento grave.

In conclusione

Prolungare la terapia anticoagulante con apixaban a bassa dose dopo una trombosi venosa provocata, in presenza di fattori di rischio persistenti, riduce significativamente il rischio di recidiva. Questo approccio offre un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza, suggerendo che la durata della terapia può essere personalizzata anche in situazioni tradizionalmente considerate a rischio temporaneo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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