Che cos'è la TAVI e perché serve una terapia antitrombotica
La TAVI è una procedura che permette di sostituire la valvola aortica del cuore senza aprire il torace. Dopo questa operazione, c'è un rischio aumentato di formazione di coaguli di sangue (trombosi) nella zona della valvola e di eventi legati a questi coaguli, come ictus o embolie.
Per questo motivo, i pazienti devono assumere farmaci che riducono la capacità del sangue di formare coaguli. Questi farmaci possono essere di due tipi:
- Antiaggreganti: aiutano a prevenire l'adesione delle piastrine, che sono cellule del sangue coinvolte nella formazione dei coaguli.
- Anticoagulanti: agiscono su altre parti del processo di coagulazione per ridurre ulteriormente il rischio di coaguli.
Entrambi i tipi di farmaci aumentano però il rischio di sanguinamento.
Le opzioni di terapia dopo TAVI
La terapia con un solo antiaggregante è quella che comporta il rischio più basso di sanguinamento. È indicata soprattutto quando il paziente non ha bisogno di anticoagulanti e non ha ricevuto recentemente uno stent (un piccolo tubicino per tenere aperta un'arteria).
La terapia con farmaci chiamati antagonisti della vitamina K (VKA) ha un rischio di sanguinamento inferiore rispetto alla combinazione di anticoagulanti e antiaggreganti.
Lo studio ATLANTIS e l'uso di apixaban
Lo studio ATLANTIS ha valutato se il farmaco apixaban, un anticoagulante più recente, fosse migliore delle terapie standard (VKA o antiaggreganti) dopo TAVI.
In questo studio sono stati coinvolti 1.510 pazienti che avevano subito una TAVI. Sono stati divisi in due gruppi:
- Chi aveva indicazioni a prendere anticoagulanti orali.
- Chi non aveva indicazioni per anticoagulanti.
Nel primo gruppo i pazienti hanno ricevuto o VKA o apixaban. Nel secondo gruppo hanno ricevuto apixaban oppure uno o due antiaggreganti, a seconda delle necessità.
Risultati principali
L'obiettivo principale dello studio era valutare un insieme di eventi gravi in un anno, come morte, infarto, ictus, embolia, trombosi della valvola o sanguinamenti importanti.
I risultati sono stati:
- Non c'è stata una differenza significativa nel numero totale di eventi tra chi ha preso apixaban e chi ha ricevuto la terapia standard.
- Apixaban ha ridotto in modo significativo le trombosi sulla valvola, anche se spesso queste non causavano sintomi.
- Apixaban ha ridotto del 91% gli eventi di embolia polmonare, ma questi erano rari.
- Il profilo di sicurezza di apixaban è risultato buono, simile alla terapia standard.
- Nei pazienti senza indicazione a terapia anticoagulante, apixaban ha aumentato il rischio di morte per qualsiasi causa, soprattutto per cause non legate al cuore, nonostante la riduzione delle trombosi valvolari.
Che cosa significa per i pazienti
Questi dati indicano che apixaban non è superiore alle terapie tradizionali dopo TAVI, sia per chi deve prendere anticoagulanti sia per chi non ha questa necessità.
L'uso di apixaban riduce alcune complicazioni legate alla valvola, ma può aumentare il rischio di mortalità in pazienti che non hanno bisogno di anticoagulanti.
In conclusione
Dopo una procedura TAVI, la scelta della terapia per prevenire i coaguli deve essere personalizzata e basata sulle necessità specifiche di ogni paziente.
Apixaban non è indicato per tutti i pazienti e non mostra vantaggi chiari rispetto alle terapie tradizionali.
È importante seguire le indicazioni del medico per il trattamento più adatto.