CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 10/11/2021 Lettura: ~1 min

Nuove Linee Guida per la Cura delle Malattie delle Valvole Cardiache

Fonte
Linee Guida ESC/EACTS 2021 sulla gestione delle valvulopatie, presentate all'ESC 2021

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1273 Sezione: 2

Introduzione

Le valvole del cuore sono fondamentali per il corretto flusso del sangue. Le nuove linee guida presentate nel 2021 offrono aggiornamenti importanti su come gestire le malattie delle valvole cardiache. Queste indicazioni aiutano i medici a scegliere il trattamento migliore, tenendo conto delle condizioni di ogni persona e della collaborazione tra specialisti.

Che cosa sono le valvulopatie e le nuove linee guida

Le valvulopatie sono malattie che colpiscono le valvole del cuore, organi che controllano il flusso del sangue. Nel 2021 sono state presentate nuove linee guida da parte di importanti società europee, che aggiornano le raccomandazioni precedenti del 2017. Queste linee guida sottolineano l'importanza di un lavoro di squadra tra medici specialisti, chiamato Heart Team, e definiscono i criteri per i centri specializzati nella cura delle valvole, detti Heart Valve Centre.

Indicazioni per le principali valvulopatie

Insufficienza aortica severa

  • L'intervento chirurgico è consigliato in pazienti senza sintomi ma con dilatazione del ventricolo sinistro (parte del cuore) oltre certi limiti o con funzione ridotta del ventricolo (frazione d'eiezione ≤50%).
  • In pazienti con rischio operatorio basso, si può considerare l'intervento anche con valori leggermente inferiori di dilatazione o funzione ventricolare.
  • In caso di aneurisma della radice aortica, si raccomanda la sostituzione della radice mantenendo la valvola aortica quando possibile.

Stenosi aortica severa

  • La sostituzione della valvola è raccomandata in pazienti con sintomi e segni di stenosi grave, misurati con parametri specifici (gradiente medio ≥40 mmHg, velocità picco ≥4 m/s, area valvolare <1 cm²).
  • Nei pazienti senza sintomi, l'intervento può essere considerato se la funzione del cuore è ridotta o se ci sono altri segni di gravità, sempre valutando il rischio dell'operazione.
  • La scelta tra intervento chirurgico tradizionale e sostituzione per via percutanea (TAVI) dipende da diversi fattori, tra cui l'età, il rischio operatorio e le caratteristiche anatomiche.

Insufficienza mitralica primaria

  • È indicato l'intervento chirurgico in pazienti senza sintomi ma con dilatazione o riduzione della funzione del ventricolo sinistro.
  • Si può considerare l'intervento anche in presenza di fibrillazione atriale o ipertensione polmonare, anche se i valori del ventricolo sono meno alterati.
  • La riparazione della valvola è preferibile quando possibile e deve essere eseguita in centri specializzati.

Insufficienza mitralica secondaria

  • Intervento chirurgico o riparazione percutanea sono raccomandati solo se i sintomi persistono nonostante la terapia medica ottimale.

Insufficienza tricuspidalica

  • Nei casi primari, l'intervento può essere considerato anche in pazienti con pochi o nessun sintomo ma con dilatazione del ventricolo destro.
  • Nei casi secondari severi, la sostituzione chirurgica è consigliata in pazienti con sintomi o disfunzione ventricolare, se non presenti condizioni gravi che aumentano il rischio.
  • La riparazione percutanea può essere un'opzione per pazienti non operabili in centri esperti.

Altre raccomandazioni importanti

  • La chiusura dell'auricola sinistra (una piccola parte del cuore) può aiutare a ridurre il rischio di trombi in pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a chirurgia valvolare.
  • Nei pazienti con fibrillazione atriale e malattie valvolari, si preferiscono i nuovi anticoagulanti orali rispetto ai farmaci tradizionali (antagonisti della vitamina K).
  • In caso di interventi combinati o pazienti ad alto rischio, possono essere utilizzate tecniche percutanee e terapie specifiche per migliorare i risultati.
  • Le indicazioni per l'uso di anticoagulanti e antiaggreganti sono dettagliate per ridurre il rischio di sanguinamento e trombosi, con particolare attenzione alle diverse situazioni cliniche.
  • La scelta della protesi valvolare (biologica o meccanica) dipende da fattori come il rischio di trombosi, la necessità di anticoagulazione e l'aspettativa di vita.

In conclusione

Le nuove linee guida forniscono indicazioni aggiornate e precise per la gestione delle malattie delle valvole cardiache. La scelta del trattamento, che può essere chirurgico o percutaneo, deve sempre considerare le condizioni specifiche di ogni paziente, il rischio dell'intervento e la collaborazione tra specialisti. L'obiettivo è garantire la migliore cura possibile, personalizzata e sicura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA