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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/12/2021 Lettura: ~3 min

Un caso di recidiva di tromboembolismo venoso

Fonte
Davide Carrara, U.O.C. Medicina Generale, Ospedale Versilia, Azienda USL Toscana nordovest. Bibliografia principale: linee guida ESC 2019, American Society of Hematology 2020, CHEST 2021, studi su DOAC e trial RE-MEDY.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Davide Carrara Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 64 anni che ha avuto un nuovo episodio di tromboembolismo venoso, una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene che possono causare problemi seri. Verranno spiegati i passaggi della diagnosi, il trattamento e l'importanza di una terapia adeguata per prevenire nuove recidive, in modo chiaro e semplice.

Che cosa è successo al paziente

Un uomo di 64 anni si è presentato al Pronto Soccorso con difficoltà a respirare, dolore al petto e gonfiore alla gamba sinistra, comparsi da un giorno. Gli esami hanno mostrato la presenza di un coagulo nella vena della gamba (trombosi femoro-poplitea) e un embolo, cioè un pezzo di coagulo che si è staccato e ha raggiunto i polmoni (embolia polmonare).

Come è stata valutata la gravità

  • I parametri vitali erano: pressione arteriosa normale, cuore accelerato, e ossigeno nel sangue leggermente basso.
  • Gli esami del sangue hanno mostrato segni che indicano stress al cuore.
  • L'ecocardiografia ha evidenziato un ingrossamento del ventricolo destro del cuore, segno di difficoltà nel pompare il sangue a causa dell'embolia.

Questi elementi hanno indicato un rischio intermedio-alto per l'embolia polmonare.

Trattamento iniziale e storia clinica

Il paziente è stato ricoverato in un reparto di cura intensiva e ha iniziato una terapia con eparina, un farmaco che previene la formazione di nuovi coaguli, prima con infusione endovenosa e poi con iniezioni sottocutanee. Durante la visita, ha riferito di aver avuto un episodio simile circa 10 anni prima, trattato con un altro anticoagulante chiamato warfarin per 6 mesi.

Non aveva altre condizioni mediche importanti o fattori di rischio recenti come interventi chirurgici o tumori. Gli esami di laboratorio e gli accertamenti per altre malattie sono risultati normali.

Durata e scelta della terapia anticoagulante

Le linee guida internazionali consigliano di trattare il tromboembolismo venoso per almeno 3-6 mesi. Dopo questo periodo, si valuta se continuare o sospendere la terapia in base al rischio di nuove recidive e al rischio di sanguinamento.

In questo caso, dato che il paziente aveva già avuto un precedente episodio senza una causa evidente, il rischio di recidiva è alto. Per questo motivo, è stata scelta una terapia anticoagulante prolungata, chiamata "terapia estesa".

I farmaci utilizzati e i loro vantaggi

Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC), come il dabigatran, sono farmaci che prevengono la formazione di coaguli e hanno dimostrato di essere efficaci quanto i farmaci tradizionali come il warfarin, ma con un rischio minore di sanguinamenti.

Uno studio importante, chiamato RE-MEDY, ha confrontato dabigatran e warfarin in pazienti ad alto rischio di recidiva e ha mostrato che dabigatran è altrettanto efficace e più sicuro.

Per questo motivo, il paziente è stato dimesso con dabigatran e seguito regolarmente. Dopo 6 mesi, non ha avuto sanguinamenti e gli esami hanno escluso complicazioni come l'ipertensione polmonare post-embolia.

È stato anche effettuato uno studio per verificare eventuali cause genetiche o acquisite di trombofilia (una tendenza a formare coaguli), che è risultato negativo.

In conclusione

Il caso mostra l'importanza di una diagnosi tempestiva e di un trattamento adeguato del tromboembolismo venoso. La scelta di una terapia anticoagulante prolungata è fondamentale in pazienti con alto rischio di recidiva per prevenire nuovi episodi e migliorare la qualità della vita, mantenendo sempre un attento controllo per evitare complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Davide Carrara

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