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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/03/2022 Lettura: ~2 min

Anticoagulanti orali diretti (DOAC): quale scelta è sicura per l’anziano con più malattie e insufficienza renale cronica?

Fonte
Europace 2021, Linee guida EHRA 2021, studio ENGAGE AF-TIMI 48

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Trimboli Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Quando una persona anziana ha diverse malattie e problemi ai reni, scegliere un farmaco anticoagulante sicuro è molto importante. Questo testo spiega in modo chiaro come si può fare una scelta adatta, considerando le condizioni della persona e i rischi legati ai farmaci.

Che cosa significa scegliere un anticoagulante sicuro in pazienti complessi

Immaginiamo una donna di 79 anni con diverse malattie: problemi alla colonna, ossa fragili, fibroma uterino, problemi alla tiroide, Parkinson, e altri disturbi. Prende molti farmaci e ha avuto una caduta recente. Durante il controllo medico, si scopre che ha una forma di fibrillazione atriale (un problema del ritmo cardiaco) e una insufficienza renale cronica (i reni funzionano meno bene).

Valutazione del rischio e scelta del farmaco

Per decidere se iniziare un anticoagulante e quale scegliere, i medici valutano:

  • Il rischio di avere un ictus (calcolato con un punteggio chiamato CHA2DS2-VASC).
  • Il rischio di sanguinamento (con un altro punteggio chiamato HAS-BLED).
  • Le possibili interazioni con altri farmaci già assunti.
  • La funzione dei reni, misurata con un test chiamato clearance della creatinina.

In questo caso, alcuni anticoagulanti sono stati esclusi perché non adatti o rischiosi:

  • Dabigatran non è indicato perché i reni funzionano troppo poco.
  • Rivaroxaban può causare più facilmente sanguinamenti e interagire con altri farmaci.
  • Apixaban richiede due dosi al giorno, cosa difficile da gestire in una persona che prende molti farmaci.

È stato quindi scelto Edoxaban a dose ridotta (30 mg una volta al giorno), perché è più semplice da assumere e ha un buon profilo di sicurezza ed efficacia anche in presenza di insufficienza renale.

Che cosa dicono gli studi scientifici

Lo studio ENGAGE AF-TIMI 48 ha coinvolto molti pazienti anziani con fibrillazione atriale e insufficienza renale. Ha mostrato che Edoxaban è efficace nel prevenire ictus e ha un rischio più basso di sanguinamenti gravi rispetto al Warfarin, un anticoagulante tradizionale. Questo vale anche per chi ha una funzione renale ridotta.

Inoltre, le linee guida più recenti indicano Edoxaban come uno dei farmaci preferiti per chi ha problemi renali anche severi, grazie alla sua facilità d’uso e alla possibilità di adattare la dose.

In conclusione

Per una persona anziana con molte malattie e insufficienza renale, scegliere un anticoagulante richiede attenzione. Edoxaban, preso una volta al giorno a dose ridotta, rappresenta una scelta sicura e efficace, con meno rischi di sanguinamento e buona tollerabilità anche in presenza di altri farmaci e problemi renali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Trimboli

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