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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/03/2022 Lettura: ~3 min

Interferenze farmacologiche nel trattamento anticoagulante del paziente oncologico

Fonte
Agata Maria Marenaci, Responsabile ambulatorio di Cardiologia, Ambulatorio di Galatina (LE). Bibliografia inclusa nel testo: studi HOKUSAI VTE CANCER, ENGAGE AF-TIMI 48, SELECT-D, CARAVAGGIO.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Agata Maria Marenaci Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice come gestire la terapia anticoagulante in una paziente anziana con tumore e fibrillazione atriale, considerando i rischi di trombosi e sanguinamento. Vengono presentati studi recenti che aiutano a scegliere il trattamento più sicuro ed efficace in questi casi complessi.

Descrizione del caso

Si tratta di una donna di 74 anni con diverse malattie, tra cui pressione alta, colesterolo alto, problemi alle arterie del collo e una malattia della tiroide. Un mese fa le è stato diagnosticato un tumore alle ovaie e ha subito un intervento chirurgico per rimuovere l’utero e le ovaie. Durante il ricovero ha sviluppato una fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco irregolare.

Al momento della visita cardiologica, la paziente non mostra difficoltà a respirare e ha una pressione arteriosa nella norma. L’elettrocardiogramma e l’ecocardiogramma mostrano alcune alterazioni ma nessun problema grave immediato. È presente una lieve dilatazione di una parte del cuore e una piccola perdita della valvola mitrale.

Decisioni sulla terapia anticoagulante

La fibrillazione atriale e il tumore aumentano il rischio di formazione di coaguli nel sangue, che possono causare eventi pericolosi come trombosi o embolia. Per questo è importante iniziare una terapia anticoagulante, cioè un trattamento che aiuta a prevenire questi coaguli.

Per scegliere il farmaco più adatto, si devono considerare:

  • Il rischio di trombosi e di sanguinamento;
  • Le possibili interazioni con altri farmaci;
  • Le linee guida mediche attuali;
  • La presenza di tumore e il tipo di trattamento oncologico in corso.

Rischi e strumenti di valutazione

Esistono punteggi, come il CHA2DS2-VASc e l’HAS-BLED, che aiutano a stimare il rischio di trombosi e di sanguinamento. Tuttavia, questi non sono stati studiati specificamente nei pazienti con tumore. Per questo si usa anche un punteggio chiamato Korana score, pensato proprio per chi ha un cancro.

Farmaci anticoagulanti e studi recenti

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi che confrontano i nuovi anticoagulanti orali, chiamati DOAC (ad esempio edoxaban, apixaban, rivaroxaban), con i trattamenti tradizionali a base di eparine a basso peso molecolare (EBPM), somministrate con iniezioni sottocutanee.

Questi studi hanno mostrato che i DOAC sono efficaci e sicuri anche nei pazienti con tumore, offrendo un’alternativa comoda perché si assumono per bocca e spesso una volta al giorno. Alcuni studi importanti sono:

  • CARAVAGGIO: ha confrontato apixaban con dalteparina in pazienti con tumore e trombosi;
  • HOKUSAI VTE CANCER: ha valutato edoxaban rispetto alla dalteparina in pazienti oncologici con trombosi venosa;
  • SELECT-D: ha confrontato rivaroxaban con dalteparina in pazienti con tumore e trombosi;
  • ENGAGE AF-TIMI 48: ha analizzato l’uso di edoxaban in pazienti con fibrillazione atriale e cancro.

Questi studi confermano che i DOAC possono essere usati in sicurezza anche in presenza di chemioterapia, ma in alcuni casi è necessario adattare la dose, soprattutto se si assumono altri farmaci che possono interagire.

Scelta terapeutica nel caso descritto

Per la paziente in questione è stato deciso di iniziare il trattamento con edoxaban 60 mg al giorno, monitorando regolarmente la funzione dei reni e del fegato, che possono cambiare rapidamente in caso di effetti collaterali o peggioramento della malattia.

È importante sottolineare che in caso di tumori del tratto gastrointestinale la scelta tra DOAC ed eparine deve essere valutata con attenzione, perché il rischio di sanguinamento è più alto.

Per questo è sempre consigliabile un lavoro di squadra tra oncologi, cardiologi e altri specialisti per decidere la terapia migliore e più sicura per ogni paziente.

In conclusione

Nei pazienti con tumore e fibrillazione atriale, la terapia anticoagulante è fondamentale per prevenire complicanze gravi. I nuovi anticoagulanti orali rappresentano una valida opzione, più comoda e con efficacia e sicurezza confermate da studi recenti. Tuttavia, la scelta del trattamento deve essere personalizzata, tenendo conto dei rischi individuali e delle possibili interazioni con altri farmaci. Un approccio multidisciplinare è essenziale per garantire la migliore cura possibile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Agata Maria Marenaci

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