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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/03/2026 Lettura: ~2 min

Rivaroxaban a basso dosaggio dopo infarto anteriore: nessuna prevenzione della trombosi ventricolare

Fonte
Puymirat E et al. JAMA Cardiol. 2026. doi:10.1001/jamacardio.2026.0026.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Abstract

Dopo un infarto del cuore, in particolare quelli che coinvolgono la parte anteriore del muscolo cardiaco, può formarsi un coagulo di sangue all'interno del cuore, chiamato trombo ventricolare. Uno studio ha valutato se un farmaco chiamato rivaroxaban, usato a basso dosaggio insieme alla terapia standard, potesse aiutare a prevenire questo problema. Ecco cosa è emerso dalla ricerca.

Che cosa è stato studiato

Il trombo nel ventricolo sinistro del cuore può essere una complicanza importante dopo un infarto, specialmente negli infarti anteriore STEMI, un tipo grave di infarto. Per cercare di ridurre questo rischio, uno studio ha confrontato due gruppi di pazienti:

  • Un gruppo ha ricevuto la terapia standard con due farmaci antiaggreganti (che aiutano a prevenire la formazione di coaguli) più rivaroxaban a basso dosaggio (2,5 mg due volte al giorno) per 4 settimane.
  • L'altro gruppo ha ricevuto solo la terapia standard con i due farmaci antiaggreganti.

Chi ha partecipato allo studio

Lo studio ha coinvolto 560 persone con un infarto anteriore STEMI, con un'età media di circa 61 anni. Tra loro, circa il 22% erano donne.

Risultati principali

  • Dopo un mese, il trombo nel ventricolo sinistro è stato trovato nel 13,7% dei pazienti che hanno preso rivaroxaban e nel 16,6% di quelli con la sola terapia standard.
  • Questa differenza non è risultata statisticamente significativa, cioè non si può dire con certezza che rivaroxaban abbia ridotto il rischio di trombo.
  • Non ci sono state differenze importanti tra i due gruppi riguardo a eventi gravi legati al cuore o alla dimensione del trombo.

Effetti collaterali

  • Il sanguinamento grave è stato raro e simile in entrambi i gruppi (1,5% con rivaroxaban e 0,7% con la sola terapia standard).
  • Il sanguinamento minore, invece, è stato più frequente nel gruppo con rivaroxaban (16,4%) rispetto all'altro gruppo (7,2%).

In conclusione

Questo studio mostra che aggiungere rivaroxaban a basso dosaggio alla terapia standard dopo un infarto anteriore non riduce in modo significativo la formazione di coaguli nel cuore dopo un mese. Inoltre, l'uso di rivaroxaban aumenta la possibilità di sanguinamenti minori. Questi dati aiutano a capire meglio i benefici e i rischi di questo trattamento in questa situazione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò
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