Che cosa è stato studiato
Lo studio ha seguito per 7 anni 1.000 pazienti con una valvola aortica molto ristretta (stenosi aortica severa) che avevano un basso rischio di problemi durante un intervento chirurgico.
Si sono confrontati due trattamenti:
- TAVI: impianto della valvola tramite un catetere, senza aprire il torace, usando una valvola che si espande con un palloncino.
- SAVR: sostituzione della valvola con un intervento chirurgico tradizionale.
Risultati principali
Dopo 7 anni, i due gruppi di pazienti hanno mostrato risultati molto simili riguardo a:
- morte, ictus o nuove ospedalizzazioni legate alla procedura o alla valvola (34,6% con TAVI vs 37,2% con chirurgia);
- durata della valvola, con percentuali di fallimento della valvola simili (6,9% dopo TAVI e 7,5% dopo chirurgia);
- funzione della valvola, con valori di pressione simili dopo 7 anni.
Cosa significa per i pazienti
Questi dati indicano che, per chi ha un basso rischio chirurgico, entrambe le opzioni sono valide a medio-lungo termine.
La scelta del trattamento deve essere personalizzata, tenendo conto di diversi possibili effetti collaterali, come:
- disturbi del ritmo cardiaco o problemi di conduzione più frequenti con TAVI;
- fibrillazione atriale dopo l’intervento chirurgico.
In conclusione
Dopo 7 anni, il trattamento con TAVI e quello chirurgico offrono risultati simili in termini di salute e durata della valvola nei pazienti con basso rischio. La decisione sul tipo di intervento deve essere fatta insieme al medico, valutando i diversi aspetti e preferenze individuali.