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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/03/2026 Lettura: ~2 min

Radiazioni nella diagnostica cardiaca: differenze tra Paesi e tecniche

Fonte
Einstein AJ et al. JAMA. 2026. doi:10.1001/jama.2026.0703.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Abstract

Le indagini mediche per il cuore spesso utilizzano radiazioni per ottenere immagini dettagliate. Tuttavia, la quantità di radiazioni a cui i pazienti sono esposti può variare molto a seconda del Paese e del tipo di esame. Questo testo spiega in modo semplice queste differenze e perché è importante ridurre l’esposizione alle radiazioni.

Che cosa sono le radiazioni nella diagnostica cardiaca

Per esaminare il cuore, i medici usano alcune tecniche che impiegano radiazioni ionizzanti. Queste radiazioni aiutano a creare immagini precise delle arterie e del muscolo cardiaco, utili per diagnosticare problemi come la malattia coronarica.

Le principali tecniche di imaging cardiaco e le dosi di radiazioni

Le tecniche più comuni usate per vedere il cuore senza interventi invasivi sono:

  • Tomografia computerizzata per il calcio coronarico (CACS): usa una dose media di 1,2 millisievert (mSv), una misura della radiazione assorbita.
  • Tomografia a emissione di positroni (PET): circa 2,0 mSv.
  • Tomografia a emissione di fotone singolo (SPECT): circa 6,5 mSv.
  • Angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CCTA): circa 7,4 mSv.

Per riferimento, le linee guida consigliano di non superare 9 mSv per questi esami. Tuttavia, molti pazienti ricevono dosi vicine o superiori a questo limite, soprattutto con la cardiologia nucleare (PET e SPECT) e la CCTA.

Differenze tra Paesi e regioni

Lo studio ha mostrato che la quantità di radiazioni varia molto tra diverse parti del mondo:

  • In Europa occidentale, la dose media per la cardiologia nucleare è di 4,8 mSv, mentre in America Latina è più alta, circa 7,8 mSv.
  • Per la CCTA, in Europa occidentale la dose media è di 4,6 mSv, ma in Africa può arrivare fino a 25,2 mSv.
  • Nei Paesi con reddito basso o medio, le dosi di radiazioni sono più alte rispetto ai Paesi ad alto reddito: fino al 20% in più per la cardiologia nucleare e fino al 96% in più per la CCTA.

Perché è importante ridurre l’esposizione alle radiazioni

Ricevere dosi elevate di radiazioni può aumentare i rischi per la salute nel lungo termine, anche se gli esami sono molto utili per diagnosticare e curare le malattie cardiache. Per questo motivo, è importante:

  • Usare protocolli standardizzati, cioè procedure uniformi per limitare la dose di radiazioni.
  • Migliorare la formazione degli operatori sanitari che eseguono questi esami.
  • Aggiornare le apparecchiature con tecnologie più sicure e precise.

In conclusione

Le dosi di radiazioni nei test per il cuore variano molto tra Paesi e tecniche. Una parte significativa dei pazienti riceve dosi elevate, soprattutto in Paesi con risorse limitate. Per proteggere la salute di tutti, è importante adottare metodi più sicuri e uniformi in tutto il mondo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò
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