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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/09/2022 Lettura: ~3 min

La riserva frazionale di flusso o l'IVUS nella guida alla rivascolarizzazione?

Fonte
Koo et al, NEJM 2022; DOI: 10.1056/NEJMoa2201546.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si tratta di malattia coronarica, cioè problemi alle arterie del cuore, è importante capire quanto una arteria è ristretta e se questo può causare problemi al cuore. Esistono diversi metodi per valutare queste stenosi e decidere il trattamento migliore. Qui spieghiamo due tecniche usate per guidare l'intervento e confrontiamo i loro risultati in modo semplice e chiaro.

Che cosa sono FFR e IVUS?

Nei pazienti con malattia coronarica, è fondamentale valutare il grado di restringimento delle arterie, la quantità di placca presente e il suo effetto sul flusso del sangue. L'angiografia coronarica è il metodo standard che mostra le immagini delle arterie, ma spesso si usano tecniche aggiuntive per avere informazioni più precise.

  • IVUS (ecografia intravascolare): è una tecnica che utilizza un piccolo ecografo inserito dentro l'arteria per vedere in dettaglio la forma del vaso, la placca e il lume (lo spazio libero per il sangue). Aiuta a posizionare meglio gli stent (piccoli tubi che mantengono aperta l'arteria) e a ridurre i problemi legati a questi.
  • FFR (riserva frazionale di flusso): è una misura che valuta se una stenosi riduce realmente il flusso di sangue al cuore, cioè se causa una mancanza di ossigeno (ischemia). Si misura durante il cateterismo cardiaco ed è utile per decidere se è necessario intervenire con uno stent.

Lo studio FLAVOR: confronto tra FFR e IVUS

Lo studio FLAVOR ha confrontato direttamente le due tecniche in 1682 pazienti con stenosi coronarica intermedia, cioè un restringimento moderato delle arterie (tra il 40% e il 70% secondo l'angiografia).

  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno guidato dalla misura FFR e l'altro dall'ecografia IVUS.
  • Nel gruppo FFR, si eseguiva l'intervento solo se il valore di FFR era pari o inferiore a 0,80, segno che la stenosi limitava il flusso di sangue.
  • Nel gruppo IVUS, si decideva di intervenire se l'area libera nell'arteria era molto piccola (3 mm² o meno) o leggermente più grande (fino a 4 mm²) ma con molta placca (oltre il 70%).

Risultati principali

  • Nel gruppo FFR, il 44,4% dei pazienti ha ricevuto uno stent, mentre nel gruppo IVUS il 65,3%.
  • Dopo due anni, la percentuale di eventi gravi (morte, infarto o necessità di nuovo intervento) è stata simile: 8,1% nel gruppo FFR e 8,5% nel gruppo IVUS.
  • I sintomi riferiti dai pazienti, come il dolore al petto, erano simili in entrambi i gruppi.
  • Lo studio ha dimostrato che usare la misura FFR per guidare l'intervento non è peggiore dell'uso dell'ecografia IVUS per quanto riguarda la sicurezza e l'efficacia a due anni.

In conclusione

Per i pazienti con restringimenti moderati delle arterie del cuore, sia la tecnica che misura il flusso sanguigno (FFR) sia quella che visualizza l'arteria dall'interno (IVUS) sono utili per decidere se fare un intervento con stent. Lo studio FLAVOR ha mostrato che guidare l'intervento con FFR è altrettanto sicuro ed efficace rispetto all'uso di IVUS, con un minor numero di interventi eseguiti. Entrambe le tecniche aiutano i medici a scegliere il trattamento più adatto per ogni paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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