Che cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha coinvolto quasi 2 milioni di persone in Danimarca con dolore cronico, con un'età media di 55 anni e poco più della metà donne. Tra queste, circa 5.400 hanno iniziato a usare cannabis come trattamento medico.
Risultati principali
- Nei primi 6 mesi di trattamento, lo 0,8% di chi usava cannabis ha sviluppato aritmie, cioè problemi nel ritmo del cuore.
- Nel gruppo che non usava cannabis, questa percentuale era dello 0,4%.
- Le aritmie più comuni erano la fibrillazione atriale e il flutter atriale, che sono tipi di battito cardiaco irregolare.
- Chi usava cannabis aveva circa il doppio del rischio di sviluppare aritmie rispetto a chi non la usava.
- Il rischio era più alto nelle persone con cancro o malattie cardio-metaboliche (come diabete o pressione alta).
- Non è stato trovato un aumento significativo del rischio di altri problemi gravi come infarto, ictus o scompenso cardiaco.
Cosa significa per chi usa cannabis per il dolore
Il rischio di problemi al cuore legati all’uso di cannabis esiste, ma rimane basso in termini assoluti. È importante che i medici seguano con attenzione chi inizia questo trattamento, soprattutto se ha altre malattie come il cancro o problemi cardiaci e metabolici.
In conclusione
La cannabis usata per il dolore cronico può aumentare il rischio di aritmie cardiache, specialmente nei primi sei mesi di trattamento. Tuttavia, il rischio totale resta basso. Un controllo medico regolare è consigliato per garantire la sicurezza, soprattutto in persone con condizioni di salute già presenti.