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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/10/2011 Lettura: ~2 min

Studio PACE: confronto a 2 anni tra stimolazione biventricolare e stimolazione ventricolare destra

Fonte
European Heart Journal Volume 32, Issue 20, Pp. 2533-2540.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio PACE ha confrontato due tipi di stimolazione cardiaca per capire quale aiuta meglio a mantenere la funzione del cuore nel tempo. I risultati a 2 anni mostrano differenze importanti tra le due tecniche, offrendo informazioni utili per chi ha bisogno di un pacemaker.

Che cos'è lo studio PACE

Lo studio PACE (The Pacing to Avoid Cardiac Enlargement) è una ricerca clinica condotta in diversi centri, in cui né i medici né i pazienti sapevano quale trattamento veniva assegnato (studio in doppio cieco). Lo scopo era confrontare due modi di stimolare il cuore con un pacemaker:

  • Stimolazione apicale biventricolare (BIV): stimola contemporaneamente due parti del cuore.
  • Stimolazione dell'apice del ventricolo destro (RVA): stimola solo una parte del cuore, il ventricolo destro.

Chi ha partecipato allo studio

Sono stati inclusi 177 pazienti con bradicardia (battito cardiaco lento) e una buona funzione del ventricolo sinistro, cioè con una frazione di eiezione (misura della capacità di pompare il sangue) pari o superiore al 45%.

Cosa si è valutato

Gli obiettivi principali erano due parametri del cuore valutati con l'ecocardiogramma:

  • Frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF): indica quanto bene il cuore pompa il sangue.
  • Volume telesistolico del ventricolo sinistro (LVESV): misura il volume di sangue rimasto nel ventricolo dopo la contrazione.

Risultati dopo 2 anni

  • Il 92% dei pazienti in entrambi i gruppi ha completato il follow-up con ecocardiografia.
  • Nel gruppo con stimolazione RVA, la funzione del cuore (LVEF) è ulteriormente peggiorata tra il primo e il secondo anno.
  • Nel gruppo con stimolazione BIV, la funzione del cuore è rimasta stabile nel tempo.
  • La differenza nella funzione cardiaca tra i due gruppi a 2 anni è stata significativa, con un miglioramento del 9,9% nel gruppo BIV.
  • Il volume di sangue residuo nel ventricolo (LVESV) è aumentato nel gruppo RVA, mentre è rimasto stabile nel gruppo BIV, con una differenza di 13 ml tra i gruppi.
  • Un'analisi più dettagliata ha confermato questi risultati anche in pazienti con problemi di rilassamento del cuore (disfunzione diastolica).
  • Nel gruppo BIV, solo il 20,2% dei pazienti ha mostrato una riduzione significativa della funzione cardiaca, contro il 62,5% nel gruppo RVA.

In conclusione

La stimolazione biventricolare (BIV) sembra essere più efficace nel mantenere la funzione del cuore e nel prevenire cambiamenti negativi nella sua struttura rispetto alla stimolazione del ventricolo destro (RVA) in pazienti con bradicardia e buona funzione cardiaca iniziale. Questi risultati sono importanti per valutare la scelta della stimolazione cardiaca più adatta nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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