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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/01/2012 Lettura: ~2 min

Frequenza cardiaca nei pazienti con malattia coronarica: quale beta bloccante scegliere?

Fonte
Clin Cardiol 2011 Dec; 34 (12): 748-54.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri Aggiornato il 07/02/2026

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Introduzione

La frequenza cardiaca a riposo è un elemento importante per la salute del cuore, specialmente nelle persone con malattia coronarica. I beta bloccanti sono farmaci utili per aiutare a ridurre questa frequenza, migliorando così la protezione del cuore. Qui spieghiamo come alcuni di questi farmaci possono essere più efficaci di altri nel controllare la frequenza cardiaca.

Che cos'è la frequenza cardiaca a riposo e perché è importante

La frequenza cardiaca a riposo indica quanti battiti al minuto fa il cuore quando una persona è a riposo, cioè senza sforzi. Un valore troppo alto può aumentare il rischio di problemi al cuore.

Il ruolo dei beta bloccanti nella malattia coronarica

I beta bloccanti sono farmaci che aiutano a rallentare il battito del cuore, riducendo così la frequenza cardiaca. Questo è particolarmente utile nelle persone con malattia coronarica, una condizione in cui le arterie del cuore sono danneggiate o ostruite.

Quali beta bloccanti sono più efficaci?

Uno studio ha analizzato circa 3.000 pazienti con malattia coronarica, valutando la loro frequenza cardiaca e i farmaci assunti. È stato considerato un buon controllo della frequenza cardiaca un valore inferiore a 70 battiti per minuto.

I risultati hanno mostrato che:

  • In generale, i pazienti trattati con beta bloccanti avevano una frequenza cardiaca più bassa rispetto a chi non li assumeva (67,2 vs 73,0 battiti per minuto).
  • Tuttavia, solo alcuni beta bloccanti, come atenololo, bisoprololo e metoprololo, hanno portato a una riduzione significativa della frequenza cardiaca rispetto ai pazienti senza questi farmaci.

In conclusione

I beta bloccanti sono utili per controllare la frequenza cardiaca nelle persone con malattia coronarica. Tra questi, atenololo, bisoprololo e metoprololo sembrano essere più efficaci nel ridurre il battito del cuore, contribuendo così a una migliore gestione della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Prof. Claudio Ferri

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