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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/05/2016 Lettura: ~2 min

Betabloccanti e sindrome delle apnee ostruttive notturne (OSAS)

Fonte
Int J Cardiol. doi: 10.1016/j.ijcard.2015.08.139 - 202:67-72.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

I betabloccanti sono farmaci usati spesso per problemi cardiaci. Questo testo spiega come questi farmaci influenzano il cuore durante il sonno in persone con apnee ostruttive notturne e pressione alta, fornendo informazioni utili e rassicuranti.

Che cosa sono i betabloccanti e l'OSAS

I betabloccanti sono medicinali usati per trattare varie malattie del cuore. La sindrome delle apnee ostruttive notturne (OSAS) è una condizione in cui la respirazione si blocca temporaneamente durante il sonno, causando problemi al cuore e alla salute.

Perché si studia l'effetto dei betabloccanti nelle persone con OSAS

In chi ha sia problemi cardiaci sia OSAS, l'uso dei betabloccanti è spesso limitato. Questo perché questi farmaci possono influenzare la frequenza cardiaca durante la notte, in particolare causando episodi di bradicardia (battito cardiaco lento) legati alle apnee.

Lo studio e i suoi partecipanti

Uno studio ha esaminato 88 persone con pressione alta e OSAS moderata o grave, di recente diagnosi e senza altre malattie polmonari o trattamenti per il cuore:

  • 56 persone assumevano betabloccanti
  • 36 persone non assumevano questi farmaci

Durante la notte, è stato monitorato il loro battito cardiaco per capire come i betabloccanti influenzano le variazioni legate alle apnee.

Risultati principali

  • Le decelerazioni della frequenza cardiaca (battito più lento) erano simili in entrambi i gruppi.
  • I betabloccanti riducevano le accelerazioni della frequenza cardiaca (battito più veloce) che si verificano dopo un'apnea.
  • Dopo aver considerato la frequenza cardiaca di base e la quantità di ossigeno nel sangue, le decelerazioni erano più evidenti in chi non assumeva betabloccanti, mentre le accelerazioni rimanevano più basse in chi li assumeva.
  • Non c'erano differenze tra i gruppi per quanto riguarda battiti irregolari o problemi di conduzione del segnale elettrico del cuore.

Cosa significa tutto questo

I betabloccanti non aumentano il rischio di battito cardiaco lento durante la notte nelle persone con OSAS. Anzi, aiutano a ridurre gli episodi di battito cardiaco troppo veloce, che possono essere dannosi, soprattutto in chi ha anche la pressione alta.

In conclusione

I betabloccanti si mostrano sicuri per il cuore durante la notte in persone con apnee ostruttive e pressione alta. Essi non peggiorano il rallentamento del battito cardiaco causato dalle apnee e possono aiutare a controllare i battiti troppo veloci, contribuendo così alla salute del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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