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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/06/2012 Lettura: ~2 min

Pacemaker per prevenire svenimenti in caso di arresto cardiaco temporaneo

Fonte
Circulation 2012; 125: 2566-2571.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio importante che ha valutato l'uso del pacemaker per prevenire svenimenti (sincope) in persone con episodi di arresto temporaneo del battito cardiaco (asistolia). L'obiettivo è capire se il pacemaker può aiutare a ridurre il rischio di nuovi episodi di svenimento in pazienti con determinate caratteristiche.

Che cosa significa sincope e asistolia

Sincope è un termine medico che indica uno svenimento improvviso causato da una temporanea mancanza di sangue al cervello. Asistolia significa che il cuore smette temporaneamente di battere per alcuni secondi, causando la perdita di coscienza.

Lo studio ISSUE-3

Lo studio chiamato ISSUE-3 ha coinvolto 29 centri e pazienti di età superiore a 40 anni che avevano avuto almeno 3 episodi di svenimento negli ultimi 2 anni. In totale, 511 pazienti hanno ricevuto un piccolo dispositivo impiantabile che registra il battito cardiaco.

Tra questi, 89 pazienti hanno mostrato episodi di asistolia molto lunghi (almeno 3 o 6 secondi) e sono stati considerati per l'impianto di un pacemaker, un dispositivo che aiuta il cuore a battere regolarmente.

Come è stato condotto lo studio

Dei 89 pazienti, 77 sono stati divisi casualmente in due gruppi:

  • Un gruppo ha ricevuto il pacemaker attivo (pacemaker ON), che stimola il cuore quando necessario.
  • L'altro gruppo ha ricevuto il pacemaker spento (pacemaker OFF), usato solo per monitorare il cuore senza stimolarlo.

Lo scopo era confrontare la frequenza di nuovi episodi di svenimento nei due gruppi.

I risultati principali

  • Durante il periodo di osservazione, 27 pazienti hanno avuto un nuovo episodio di sincope.
  • Di questi, 19 erano nel gruppo con pacemaker spento e 8 in quello con pacemaker attivo.
  • Il rischio di svenimento a 2 anni era del 57% nel gruppo senza stimolazione e del 25% nel gruppo con stimolazione.
  • Questo significa che il pacemaker ha ridotto il rischio di svenimento del 57% rispetto a chi non aveva il pacemaker attivo.

Complicazioni e sicurezza

Cinque pazienti hanno avuto problemi legati all'impianto del pacemaker:

  • In 4 casi il dispositivo si è spostato e ha richiesto un intervento correttivo.
  • In 1 paziente si è verificata una trombosi (ostruzione) di una vena importante.

Questi eventi sono stati considerati nel bilancio tra benefici e rischi del trattamento.

In conclusione

Lo studio dimostra che l'impianto di un pacemaker con stimolazione dual-camera è efficace nel ridurre il rischio di nuovi svenimenti in pazienti sopra i 40 anni con episodi di arresto cardiaco temporaneo e sincope neuro-mediata. Nonostante alcuni rischi legati all'impianto, la riduzione significativa degli episodi di svenimento supporta l'uso di questo trattamento in casi selezionati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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