Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato quasi 4.000 pazienti sottoposti a un esame chiamato angiografia coronarica, che utilizza un mezzo di contrasto per vedere meglio i vasi sanguigni del cuore.
Tra questi, circa 1.500 avevano già una funzione renale ridotta, cioè i loro reni lavoravano meno bene del normale.
Cosa significa danno renale da mezzo di contrasto
Il danno renale acuto da mezzo di contrasto (CI-AKI) è stato definito come un aumento della creatinina nel sangue di almeno 0,5 mg/dL entro 3 giorni dopo l'esame. La creatinina è una sostanza che indica quanto bene funzionano i reni.
Se dopo 3 mesi la funzione renale era ancora peggiorata di almeno il 25% rispetto all'inizio, si parlava di danno renale persistente. Se invece la funzione renale tornava quasi normale, si parlava di danno renale transitorio.
Risultati principali
- Il 12,1% dei pazienti ha sviluppato un danno renale acuto dopo il mezzo di contrasto.
- Tra questi, il 18,6% ha avuto un danno renale che è rimasto stabile o peggiorato dopo 3 mesi.
- Alcuni fattori aumentavano il rischio di danno persistente, come un punteggio alto che indica rischio di problemi renali, una funzione del cuore molto ridotta e un aumento marcato della creatinina nei primi 5 giorni.
- Dopo 5 anni, chi aveva un danno renale persistente aveva un rischio più alto di morte rispetto a chi aveva un danno transitorio o nessun danno.
- Lo stesso valeva per eventi gravi come la necessità di dialisi o problemi cardiaci.
In conclusione
Il danno renale causato dal mezzo di contrasto può essere temporaneo o durare nel tempo, soprattutto in chi ha già problemi ai reni. Il danno persistente è associato a un rischio maggiore di complicazioni e mortalità nel lungo periodo. Conoscere questi aspetti aiuta a valutare meglio i rischi e a seguire con attenzione i pazienti a rischio.