Che cosa è stato studiato
Gli autori hanno esaminato come due terapie, chiamate angioplastica coronarica percutanea (PTCA) e ipotermia terapeutica (TH), influenzano la vita a lungo termine di chi ha avuto un arresto cardiaco fuori dall’ospedale (OHCA) e che è stato rianimato e dimesso dall’ospedale.
Come sono stati selezionati i pazienti
Lo studio ha considerato tutte le persone di età superiore a 18 anni che tra il 2001 e il 2009 hanno avuto un arresto cardiaco fuori dall’ospedale, sono state rianimate e sono poi uscite vive dall’ospedale.
Chi ha ricevuto i trattamenti
- L’ipotermia terapeutica è stata usata su pazienti che erano in coma al momento del ricovero.
- L’angioplastica coronarica è un intervento che aiuta a riaprire le arterie del cuore ed è stata eseguita in una parte dei pazienti.
Risultati principali
- Su 5.958 persone rianimate, 1.001 (circa il 17%) sono uscite vive dall’ospedale.
- Di questi, il 38% ha ricevuto l’angioplastica e il 26% dei pazienti in coma ha ricevuto l’ipotermia.
- La sopravvivenza a cinque anni è stata molto più alta in chi ha ricevuto questi trattamenti:
- 79% per chi ha fatto angioplastica contro il 54% per chi non l’ha fatta.
- 78% per chi ha ricevuto l’ipotermia contro il 60% per chi non l’ha ricevuta. - Entrambi i trattamenti sono stati associati a un rischio minore di morte nel tempo.
Cosa significa tutto questo
I risultati indicano che sia l’angioplastica coronarica che l’ipotermia terapeutica possono migliorare non solo la possibilità di uscire vivo dall’ospedale dopo un arresto cardiaco fuori dall’ospedale, ma anche la probabilità di vivere più a lungo negli anni successivi.
In conclusione
Per chi sopravvive a un arresto cardiaco fuori dall’ospedale, trattamenti come l’angioplastica e l’ipotermia possono aumentare significativamente le possibilità di una buona sopravvivenza a lungo termine. Questi dati sono importanti per comprendere meglio come prendersi cura di questi pazienti dopo la rianimazione.