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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2012 Lettura: ~3 min

Sanguinamenti in persone con dispositivi per il ritmo cardiaco: una revisione di studi

Fonte
Circ Arrhythm Electrophysiol. 2012; 5: 468-474.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mara Piccoli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1084 Sezione: 29

Introduzione

Molte persone con dispositivi per il ritmo del cuore assumono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Questo testo spiega i rischi di sanguinamento legati a diverse strategie di trattamento durante l'impianto di questi dispositivi, in modo semplice e chiaro.

Che cosa sono i dispositivi per il ritmo cardiaco e i farmaci associati

I dispositivi per il ritmo cardiaco aiutano a mantenere un battito regolare del cuore. Alcuni pazienti che li ricevono assumono farmaci per evitare i coaguli di sangue. Questi farmaci possono essere di due tipi principali:

  • Antiaggreganti (AP): aiutano a prevenire l'adesione delle piastrine, che sono piccole cellule del sangue coinvolte nella formazione dei coaguli.
  • Anticoagulanti (AC): rallentano il processo di coagulazione del sangue.

Strategie per gestire i farmaci durante l'impianto del dispositivo

Quando si deve impiantare un dispositivo cardiaco, è importante decidere come gestire questi farmaci per evitare sia i coaguli sia il rischio di sanguinamento. Le linee guida attuali suggeriscono spesso una strategia ponte con eparina (HBS) per chi ha un rischio medio o alto di trombosi. Questa strategia consiste nel sospendere l'anticoagulante abituale e sostituirlo temporaneamente con un altro farmaco chiamato eparina.

Tuttavia, alcuni studi indicano che mantenere il trattamento anticoagulante orale senza cambiarlo può causare meno sanguinamenti.

Lo studio e i gruppi analizzati

Questa analisi ha raccolto dati da 13 studi, per un totale di 5.978 pazienti. I pazienti sono stati divisi in gruppi secondo la terapia seguita:

  • nessuna terapia
  • solo aspirina (un antiaggregante)
  • anticoagulante mantenuto (continuato senza cambiamenti)
  • anticoagulante continuato (simile al mantenuto)
  • doppia terapia antiaggregante (due farmaci antiaggreganti insieme)
  • strategia ponte con eparina (HBS)

Risultati principali

Il risultato principale valutato è stato il sanguinamento, che includeva anche ematomi (accumuli di sangue sotto la pelle), necessità di trasfusioni o ricoveri più lunghi.

Nel gruppo totale, il sanguinamento si è verificato nel 4,6% dei casi, con percentuali che variavano dal 2,2% (nessuna terapia) al 14,6% (strategia ponte con eparina).

Le probabilità di sanguinamento rispetto al gruppo senza terapia sono state:

  • 8,3 volte più alte con la strategia ponte con eparina (HBS)
  • 5 volte più alte con la doppia terapia antiaggregante
  • 1,7 volte più alte con l'anticoagulante mantenuto
  • 1,6 volte più alte con l'anticoagulante continuato
  • 1,5 volte più alte con l'aspirina da sola

Cosa significa tutto questo

La strategia ponte con eparina aumenta significativamente il rischio di sanguinamento rispetto al mantenimento o alla continuazione dell'anticoagulante orale. Continuare l'anticoagulante senza cambiarlo non aumenta il rischio di sanguinamento rispetto a chi non assume farmaci.

La doppia terapia antiaggregante, invece, comporta un rischio significativo di sanguinamento.

In conclusione

Per chi deve impiantare un dispositivo per il ritmo cardiaco, continuare il trattamento anticoagulante orale sembra essere più sicuro rispetto alla sostituzione temporanea con eparina. La doppia terapia antiaggregante, invece, aumenta il rischio di sanguinamento e va valutata con attenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mara Piccoli

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