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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/02/2013 Lettura: ~3 min

Infezione dei dispositivi cardiaci: importanza della diagnosi e del trattamento precoce

Fonte
Giosuè Mascioli, Responsabile U.O. Aritmologia, Cliniche Humanitas Gavazzeni – Bergamo

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giosue Mascioli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1085 Sezione: 29

Introduzione

Le infezioni dei dispositivi cardiaci, come pacemaker e defibrillatori, sono situazioni serie che richiedono attenzione immediata. Anche un'infezione inizialmente limitata alla pelle può peggiorare rapidamente se non trattata. È importante comprendere come intervenire per proteggere la salute e ridurre i rischi.

Che cosa significa infezione dei dispositivi cardiaci

I dispositivi cardiaci impiantati, come il pacemaker (PM) o il defibrillatore impiantabile (ICD), possono a volte infettarsi. L'infezione può iniziare nella zona della pelle dove il dispositivo è posizionato, chiamata "tasca" del dispositivo.

Se questa infezione non viene trattata subito, può estendersi alle parti interne del dispositivo, come i cateteri che si trovano all'interno dei vasi sanguigni. Questo peggiora molto la situazione e può portare a gravi complicazioni.

Perché il tempo è fondamentale

  • Un'infezione locale non trattata può evolvere in batteriemia, cioè la presenza di batteri nel sangue.
  • Può svilupparsi un’endocardite, un’infezione delle valvole o delle pareti interne del cuore.
  • La mortalità in ospedale aumenta dal 5% al 29% se si aspetta troppo a intervenire.

Come si deve intervenire

Le linee guida mediche raccomandano di rimuovere completamente il sistema di stimolazione (dispositivo e cateteri) anche in caso di infezione limitata alla tasca del dispositivo. Questa è una raccomandazione molto importante e supportata da evidenze scientifiche.

Tuttavia, non tutti i centri seguono questa indicazione: solo il 43,5% rimuove il dispositivo in caso di infezione locale, mentre la maggioranza lo fa se ci sono segni di infezione più gravi o sistemici.

Come si riconosce l'infezione

  • Molte infiammazioni della tasca del pacemaker sono in realtà infezioni.
  • Anche se gli esami del sangue come leucociti, PCR e VES risultano normali, l’infezione può essere presente.
  • Esami più avanzati, come la TAC/PET con fluorina marcata (FDG 18), aiutano a diagnosticare precocemente l’infezione e a individuarne la causa.

Il trattamento e i risultati

La rimozione completa del dispositivo e dei cateteri è l’unica opzione che riduce significativamente la mortalità.

  • Chi non viene trattato con la rimozione ha un rischio di morte dell’11% a 30 giorni e del 17% a un anno.
  • Chi viene sottoposto a estrazione ha un rischio molto più basso: 2,1% a 30 giorni e 17% a un anno.
  • La procedura di rimozione ha un successo superiore al 95% e un rischio di complicanze fatali inferiore allo 0,5%.

Un esempio pratico

Un caso personale ha mostrato come un'infezione del pacemaker potesse derivare da un'infezione alla prostata, insorta dopo una biopsia eseguita quattro mesi prima. Questo dimostra l’importanza di considerare tutte le possibili fonti di infezione.

In conclusione

Le infezioni dei dispositivi cardiaci sono condizioni serie che richiedono una diagnosi tempestiva e un trattamento rapido. La rimozione completa del dispositivo e dei cateteri è la strategia più efficace per ridurre la mortalità e migliorare la prognosi. Ritardare o evitare questo intervento può aumentare significativamente i rischi per il paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giosue Mascioli

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