Che cosa è stato studiato
Gli autori hanno analizzato i dati di quasi 7.000 persone di almeno 65 anni che sono sopravvissute a un arresto cardiaco avvenuto fuori dall’ospedale e sono state poi dimesse dall’ospedale tra il 2000 e il 2008. Hanno valutato quanto a lungo queste persone sono vissute dopo la dimissione e quante sono state ricoverate di nuovo in ospedale.
Risultati principali
- Un anno dopo essere state dimesse, circa il 58,5% delle persone era ancora vivo.
- Il 34,4% non è stato ricoverato di nuovo entro un anno.
- La sopravvivenza a un anno era diversa a seconda dell’età: più giovane era la persona, maggiore era la probabilità di vivere (63,7% tra 65-74 anni, 58,6% tra 75-84 anni, 49,7% oltre 85 anni).
- Le donne avevano una probabilità leggermente più alta di sopravvivere rispetto agli uomini (60,9% contro 58,6%).
- Le persone di razza nera avevano una sopravvivenza più bassa rispetto a quelle di razza bianca (52,5% contro 60,4%).
- I ricoveri successivi erano più frequenti tra le persone di razza nera, le donne e chi aveva problemi neurologici importanti al momento della dimissione.
Risultati a lungo termine
Dopo 3 anni, la percentuale di persone sopravvissute era simile a quella di chi era stato ricoverato per insufficienza cardiaca e poi dimesso (circa il 43-45%).
In conclusione
Tra gli anziani che sopravvivono a un arresto cardiaco fuori dall’ospedale e vengono dimessi dall’ospedale:
- Quasi il 60% vive ancora dopo un anno.
- La sopravvivenza a 3 anni è simile a quella di persone con problemi di cuore come l’insufficienza cardiaca.
- La sopravvivenza e la probabilità di essere ricoverati di nuovo dipendono dall’età, dal sesso, dalla razza e dalla condizione neurologica al momento della dimissione.