Che cosa è stato studiato
Lo studio ROCKET AF ha incluso pazienti che assumevano rivaroxaban o warfarin per prevenire problemi legati a coaguli di sangue. In un periodo medio di quasi 2 anni, circa il 5,5% dei pazienti ha avuto un episodio di sanguinamento importante.
Il numero di casi di sanguinamento grave è stato simile tra i due gruppi:
- 395 pazienti trattati con rivaroxaban
- 384 pazienti trattati con warfarin
Come sono stati trattati i sanguinamenti
Entrambi i gruppi hanno ricevuto un numero simile di trasfusioni di globuli rossi, con una media di 2 unità per paziente. Le trasfusioni di altri componenti del sangue, come sangue intero, piastrine o crioprecipitato, sono state poche in generale.
Un aspetto importante è che la trasfusione di plasma fresco congelato, un prodotto usato per aiutare la coagulazione, è stata significativamente minore nei pazienti che assumevano rivaroxaban rispetto a quelli con warfarin. Anche l'uso di concentrati del complesso protrombinico, un altro trattamento per fermare il sanguinamento, è stato più basso nel gruppo rivaroxaban.
Risultati dopo il sanguinamento
Dopo un episodio di sanguinamento grave, gli eventi come ictus o embolia (blocco di vasi sanguigni) sono stati simili nei due gruppi. Anche la percentuale di decessi per qualsiasi causa non ha mostrato differenze significative tra i pazienti trattati con rivaroxaban e quelli con warfarin.
In conclusione
Lo studio mostra che il rischio di sanguinamento grave è simile tra pazienti che assumono rivaroxaban o warfarin. Il trattamento del sanguinamento, in particolare la necessità di trasfusioni di plasma fresco congelato, è risultato inferiore con rivaroxaban. Gli esiti dopo sanguinamento grave, come ictus o morte, sono comparabili tra i due farmaci.