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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/11/2014 Lettura: ~2 min

Quando manca l'isoprenalina in elettrofisiologia: l'uso dell'adrenalina

Fonte
Europace (2014) 16 (11): 1634-1638.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

In laboratorio di elettrofisiologia, per studiare alcune aritmie chiamate tachicardie sopraventricolari (SVT), si usa spesso un farmaco chiamato isoprenalina. Tuttavia, in alcuni paesi questo farmaco può non essere disponibile. Per questo motivo, è importante conoscere alternative valide e sicure, come l'adrenalina.

Che cosa si intende per tachicardia sopraventricolare (SVT) e il suo studio in laboratorio

La tachicardia sopraventricolare è un tipo di battito cardiaco molto veloce che origina nelle parti superiori del cuore. Per studiarla e capire come trattarla, i medici usano un test chiamato studio elettrofisiologico, dove si cerca di far comparire la tachicardia in modo controllato.

Il ruolo dell'isoprenalina e la sua disponibilità

L'isoprenalina è un farmaco usato per facilitare l'induzione di questa tachicardia durante lo studio. Aiuta a far comparire la tachicardia quando non si manifesta spontaneamente. Tuttavia, in alcuni paesi europei, questo farmaco non è sempre disponibile.

L'adrenalina come alternativa

Per questo motivo, è stato valutato l'uso dell'adrenalina come possibile sostituto. L'adrenalina è un altro farmaco che può stimolare il cuore in modo simile all'isoprenalina.

Lo studio condotto

  • Tra il 2010 e il 2013, sono stati coinvolti 336 pazienti.
  • In 66 di questi, la tachicardia non si è presentata senza farmaco, quindi è stata somministrata adrenalina.
  • Questi pazienti sono stati confrontati con 30 persone senza storia di tachicardia.
  • La stimolazione del cuore è stata fatta prima e dopo l'infusione di adrenalina, con dosi variabili.
  • L'obiettivo era vedere se l'adrenalina riuscisse a far comparire la tachicardia (induzione di SVT).

Risultati principali

  • Nei 66 pazienti con storia di tachicardia, l'adrenalina ha facilitato la comparsa della tachicardia in 54 casi, cioè nell'82%.
  • Nei 30 soggetti senza storia di tachicardia, la tachicardia non è stata indotta dopo adrenalina, cioè il 100% di specificità.
  • L'adrenalina è stata generalmente ben tollerata.
  • In due pazienti (3%) è stata interrotta per effetti collaterali lievi come mal di testa, pressione alta o dolore lombare.

Che cosa significa sensibilità e specificità

Sensibilità indica la capacità del test (in questo caso l'adrenalina) di far comparire la tachicardia in chi ha già avuto questo problema. Qui è risultata alta (82%).

Specificità indica la capacità di non far comparire la tachicardia in chi non ha mai avuto questo problema. Qui è stata del 100%, cioè nessun falso positivo.

In conclusione

L'adrenalina può essere considerata un'alternativa valida e sicura all'isoprenalina per facilitare lo studio della tachicardia sopraventricolare in laboratorio, soprattutto quando l'isoprenalina non è disponibile. Ha dimostrato una buona capacità di far comparire la tachicardia nei pazienti che l'hanno già avuta, senza causare falsi allarmi in chi non ne ha storia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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