CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 20/01/2015 Lettura: ~2 min

La sindrome di Brugada e la risposta al test con flecainide: variazioni nel tempo

Fonte
Heart Rhythm, Volume 12, Issue 2, February 2015, Pages 350–357.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La sindrome di Brugada è una condizione del cuore che può essere difficile da diagnosticare. Un test speciale con un farmaco chiamato flecainide aiuta a riconoscerla, ma la risposta a questo test può variare nel tempo. Qui spieghiamo cosa significa e perché è importante monitorare il cuore per un periodo più lungo durante il test.

Che cos'è la sindrome di Brugada e il test con flecainide

La sindrome di Brugada è una malattia che può causare problemi nel ritmo del cuore. Per capire se una persona ce l'ha, si usa un esame chiamato test farmacologico con flecainide. Questo test serve a far emergere alcuni segni particolari nell'elettrocardiogramma (ECG), che è la registrazione dell'attività elettrica del cuore.

Come è stato condotto lo studio

In uno studio sono stati osservati 59 pazienti con sospetto di sindrome di Brugada. L'ECG è stato registrato continuamente durante i primi 30 minuti del test e poi di nuovo dopo 60 minuti. Inoltre, sono state analizzate alcune varianti genetiche che influenzano come il corpo metabolizza la flecainide.

Risultati principali

  • All'inizio, i pazienti avevano diversi tipi di pattern ECG: tipo II (53%), tipo III (25%) e normale (22%).
  • Il segno tipico della sindrome, chiamato pattern di tipo I, è apparso in un numero crescente di pazienti più a lungo si osservava l’ECG:
    • 6,8% dopo 10 minuti
    • 11,9% dopo 20-30 minuti
    • 18,6% dopo 90 minuti
  • In 4 pazienti la risposta è stata tardiva, cioè è comparsa solo dopo 90 minuti dall’inizio del test.
  • La durata di una parte dell’ECG chiamata QRS aumentava in modo diverso tra chi rispondeva al test e chi no. Un valore massimo di 110 millisecondi durante i primi 30 minuti aiutava a riconoscere chi avrebbe avuto una risposta tardiva.
  • Alcune varianti genetiche (CYP2D6) erano meno frequenti nei pazienti con risposta tardiva rispetto a quelli con risposta più precoce.

Cosa significa tutto questo

La risposta al test con flecainide non è immediata in tutti i pazienti. Aspettare più a lungo e monitorare l’ECG per un tempo più esteso aumenta la possibilità di riconoscere il pattern tipico della sindrome di Brugada. Inoltre, alcune caratteristiche genetiche possono influenzare questa risposta.

In conclusione

Il test con flecainide per la sindrome di Brugada mostra una variazione nel tempo. Registrare l’ECG per un periodo più lungo durante il test può aiutare a identificare meglio chi ha questa condizione. Questo permette una valutazione più accurata e sicura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA