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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/01/2015 Lettura: ~2 min

Chirurgia e rischio nelle endocarditi infettive: risultati di uno studio internazionale

Fonte
Circulation 2015; 131: 131-140 online before print December 5, 2014, doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.114.012461.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le endocarditi infettive sono infezioni del cuore che possono richiedere un intervento chirurgico. Questo studio internazionale ha analizzato quando è indicato operare, quali sono i rischi dell'intervento e come questi fattori influenzano la sopravvivenza dei pazienti. Le informazioni aiutano a capire meglio le scelte terapeutiche e i risultati per chi ha questa malattia.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ICE-PLUS ha seguito 1296 pazienti con endocardite infettiva localizzata nella parte sinistra del cuore, raccolti tra il 2008 e il 2012 in 29 centri di 16 paesi diversi. L'obiettivo era capire quando si ricorre alla chirurgia, quali sono i rischi e come questi influenzano la sopravvivenza.

Chi ha ricevuto la chirurgia

  • Il 57% dei pazienti ha ricevuto un intervento chirurgico.
  • Tra chi aveva un'indicazione chiara per l'intervento, il 76% è stato operato.

Motivi per non operare

Circa un quarto dei pazienti con indicazione chirurgica non è stato operato. Le ragioni principali erano:

  • Prognosi molto negativa (33,7%)
  • Instabilità del cuore e della circolazione (19,8%)
  • Morte prima dell'intervento (23,3%)
  • Ictus (22,7%)
  • Infezioni gravi nel corpo (sepsi) (21%)

Fattori legati alla scelta chirurgica

La chirurgia era più probabile in presenza di:

  • Grave perdita di sangue attraverso la valvola aortica (rigurgito aortico)
  • Presenza di ascesso nel cuore
  • Emboli (parti di materiale infetto che si staccano) prima dell'intervento
  • Trasferimento in ospedale da un altro centro

Al contrario, non veniva scelta la chirurgia in caso di:

  • Malattie del fegato moderate o gravi
  • Ictus prima dell'intervento
  • Infezione causata da un batterio chiamato Staphylococcus aureus

Importanza della valutazione del rischio

Lo studio ha utilizzato uno strumento chiamato score della Society of Thoracic Surgeons IE per valutare il rischio dell'intervento. Questo punteggio aiuta a prevedere la sopravvivenza a 6 mesi dopo l'intervento chirurgico.

Risultati principali

  • Le indicazioni per la chirurgia erano in linea con le attuali linee guida.
  • Quasi un quarto dei pazienti con indicazione chirurgica non è stato operato, principalmente per condizioni mediche gravi.
  • La valutazione del rischio operatorio è utile per prevedere i risultati dopo l'intervento.
  • Le infezioni da Staphylococcus aureus erano più spesso trattate senza chirurgia.

In conclusione

Questo studio internazionale mostra che la decisione di operare in caso di endocardite infettiva segue linee guida precise, ma in alcuni casi la chirurgia non viene eseguita per motivi medici importanti. Valutare attentamente il rischio operatorio aiuta a prevedere la sopravvivenza e a scegliere il trattamento più adatto. Le infezioni da Staphylococcus aureus rappresentano una sfida particolare, spesso gestita senza intervento chirurgico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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