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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/03/2015 Lettura: ~2 min

Dabigatran riduce il rischio di sanguinamenti rispetto al warfarin nei primi mesi di terapia

Fonte
Am J Cardiol 2014; 127: 650-56.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Quando si inizia una terapia con farmaci anticoagulanti, è importante evitare sanguinamenti. Questo testo spiega come il dabigatran, un anticoagulante più recente, possa offrire un rischio minore di sanguinamenti rispetto al warfarin, soprattutto nei primi mesi di trattamento.

Che cos'è il rischio di sanguinamento con il warfarin

Il warfarin è un anticoagulante usato per prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Tuttavia, nei primi mesi di trattamento, può causare un rischio più alto di sanguinamenti. Questo accade perché è difficile mantenere stabile l'effetto anticoagulante, cioè il grado di "scoagulazione" del sangue.

Come funziona il dabigatran

I nuovi anticoagulanti orali, come il dabigatran, agiscono in modo da mantenere una coagulazione più stabile fin dall'inizio della terapia. Questo dovrebbe aiutare a ridurre il rischio di sanguinamenti precoci.

Risultati di uno studio danese

Uno studio condotto in Danimarca ha confrontato due gruppi di persone che iniziavano la terapia anticoagulante:

  • 7.063 persone trattate con dabigatran;
  • 14.126 persone trattate con warfarin.

Dopo circa 13 mesi, i risultati hanno mostrato che:

  • Chi assumeva warfarin aveva un rischio più alto di sanguinamenti totali e di sanguinamenti maggiori (0,51% e 0,37% rispettivamente).
  • Chi assumeva dabigatran 110 mg due volte al giorno aveva un rischio di sanguinamenti totali e maggiori di 0,45% e 0,37%.
  • Chi assumeva dabigatran 150 mg due volte al giorno aveva un rischio ancora più basso, con 0,29% di sanguinamenti totali e 0,22% di sanguinamenti maggiori.

Il gruppo con il rischio più basso di sanguinamenti era quello con la dose più alta di dabigatran. Questo potrebbe essere perché chi prendeva la dose più bassa era spesso più anziano, aveva un rischio emorragico più alto e assumeva anche altri farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento.

Dettagli sulle tipologie di sanguinamento

  • Entrambe le dosi di dabigatran erano associate a meno sanguinamenti totali e meno sanguinamenti all'interno del cervello (emorragie intracraniche).
  • Solo la dose alta (150 mg due volte al giorno) riduceva significativamente le emorragie maggiori.
  • Solo la dose bassa (110 mg due volte al giorno) riduceva le emorragie fatali e quelle a livello dello stomaco e dell'intestino (gastroenteriche).

In conclusione

Il dabigatran, grazie alla sua azione più stabile fin dall'inizio, riduce il rischio di sanguinamenti precoci rispetto al warfarin. Questo può rappresentare un vantaggio importante per chi inizia una terapia anticoagulante.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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