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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/03/2015 Lettura: ~2 min

Ridurre l’esposizione ai raggi X nelle procedure cardiologiche: il futuro è già qui

Fonte
Marzia Giaccardi, UOC di Cardiologia, PO San Giovanni di Dio, ASL 10 Firenze

Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1143 Sezione: 2

Introduzione

Le procedure cardiologiche spesso usano raggi X per guidare i medici durante gli interventi. Tuttavia, l’esposizione a queste radiazioni può avere effetti nocivi sia per i pazienti sia per il personale medico. Oggi esistono nuove tecniche che permettono di ridurre o eliminare quasi completamente questa esposizione, garantendo sicurezza e efficacia. Scopriamo insieme come stanno cambiando le cose in questo campo.

Che cosa sono i raggi X e perché è importante limitarne l’uso

I raggi X sono un tipo di radiazione usata in medicina per vedere l’interno del corpo, utile per diagnosi e trattamenti. Tuttavia, possono causare danni alla pelle e ai tessuti (effetti deterministici) oppure alterazioni nel materiale genetico delle cellule, con un rischio aumentato di sviluppare tumori anche dopo molti anni (effetti stocastici).

Questi rischi sono maggiori nei bambini, perché hanno una vita più lunga davanti a sé e le loro cellule sono più sensibili, e nelle donne rispetto agli uomini. Per questo motivo è fondamentale usare la dose minima di raggi X necessaria per ottenere immagini di buona qualità, seguendo il principio chiamato ALARA ("As Low As Reasonably Achievable"), cioè "il più basso possibile, ragionevolmente ottenibile".

Come si è evoluta la sicurezza nelle procedure cardiologiche

Nel tempo, sono stati sviluppati strumenti di protezione e nuove tecniche per ridurre l’uso dei raggi X. In particolare, sono stati introdotti sistemi di mappatura tridimensionale del cuore, che permettono di guidare le procedure senza o quasi senza fluoroscopia (l’uso continuo dei raggi X per vedere in tempo reale).

Questi sistemi consentono di trattare aritmie cardiache con grande precisione, riducendo l’esposizione a radiazioni sia nei bambini sia negli adulti, anche in casi complessi. L’unico svantaggio è un costo più alto della procedura, circa il 50% in più rispetto ai metodi tradizionali.

Risultati e benefici delle tecniche senza fluoroscopia

  • Riduzione significativa o eliminazione dell’esposizione ai raggi X per pazienti e operatori.
  • Procedure sicure, efficaci e con durata simile a quelle tradizionali.
  • Benefici a lungo termine confermati da studi di follow-up.
  • Possibilità di migliorare ulteriormente con nuovi sistemi di navigazione più veloci e meno costosi.

Quando è ancora utile la fluoroscopia

Nonostante i grandi progressi, la fluoroscopia rimane importante in alcune situazioni particolari, come durante il passaggio del catetere in determinate parti del cuore o in caso di difficoltà tecniche. In questi casi, si continua a usare la minima dose necessaria, sempre rispettando il principio ALARA.

In conclusione

Le nuove tecnologie permettono oggi di ridurre drasticamente l’esposizione ai raggi X nelle procedure cardiologiche, migliorando la sicurezza per pazienti e operatori senza compromettere i risultati. Questo rappresenta un importante passo avanti nella cura delle aritmie e nella protezione della salute a lungo termine.

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