Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 102 pazienti a rischio di morte improvvisa. A tutti è stato fatto un ECG in diverse posizioni (sdraiati e in piedi) e durante uno sforzo moderato su una cyclette. Gli elettrodi sono stati messi in modo da simulare il funzionamento del defibrillatore sottocutaneo (S-ICD).
Risultati principali
- Tutti i pazienti erano idonei al defibrillatore a riposo se si considerava sufficiente che almeno una delle tre misurazioni fosse buona.
- Se invece si richiedeva che almeno due delle tre misurazioni fossero buone, solo il 69% risultava idoneo.
- Durante lo sforzo, il 6% di quelli che erano idonei a riposo diventava non idoneo.
Fattori che indicano non idoneità
- Un’onda chiamata "R" molto alta (oltre 16 mV) in una delle misurazioni durante l’esercizio.
- Una durata più lunga del "QTc", che è un intervallo misurato nell’ECG.
- La somma dell’ampiezza dell’onda R nelle tre misurazioni mentre si è sdraiati superiore a 30 mV.
In conclusione
Usando criteri più severi per l’ECG, quasi un terzo delle persone a rischio non risulta idoneo al defibrillatore sottocutaneo a riposo. Inoltre, un piccolo gruppo di persone diventa non idoneo anche con un leggero aumento della frequenza cardiaca dovuto a uno sforzo. Alcune caratteristiche dell’ECG, come l’ampiezza dell’onda R e la durata dell’intervallo QTc, aiutano a prevedere chi potrebbe non essere idoneo.